31° Rallye Sanremo – Rallye d’Italia

Regina incontrastata delle prove speciali iridate per oltre un anno, la Lancia Delta Integrale Gruppo A interrompe a quota 12 la sua incredibile striscia di vittorie consecutive nel Campionato del Mondo Rally, incassando due brucianti ma al tempo stesso inattese sconfitte al 39° 1000 Lakes Rally e al 2° Commonwealth Bank Rally Australia.
Consapevoli di dover fronteggiare una concorrenza sempre più agguerrita, gli uomini del reparto corse della casa torinese non si fanno però trovare impreparati. La versione da competizione della Lancia Delta Integrale 16V è infatti già in fase di sviluppo avanzato da diverse settimane, pronta a scendere in campo per contenere la straripante ascesa dei costruttori giapponesi.

Con la tranquillità di aver ormai messo in bacheca il titolo costruttori per il terzo anno di fila, i vertici del Gruppo Fiat, di comune accordo con i tecnici di Corso Marche, decidono quindi di prendere in contropiede gli avversari, anticipando di qualche settimana rispetto alle previsioni fatte ad inizio stagione il debutto in gara della nuova vettura.
L’occasione perfetta per il tanto atteso battesimo agonistico dell’erede della Lancia Delta Integrale Gruppo A si materializza con il 31° Rallye Sanremo, gara di casa per il colosso automobilistico piemontese, dove il team Lancia Martini catalizza su di sé tutte le attenzioni degli Appassionati e degli addetti ai lavori presentandosi sul lungomare della città dei fiori con due auto insolitamente verniciate in una spettacolare livrea su base rossa.
Incaricati di far conoscere al mondo le potenzialità della nuova arma della casa torinese sono il Campione del Mondo in carica Miki Biasion e l’astro nascente del rallysmo mondiale Didier Auriol, già vincitore a fine Aprile del 33° Tour de Corse – Rallye de France. Per entrambi un solo obbiettivo: quello di portare la nuova Delta Integrale 16V sul gradino più alto del podio.
Nonostante l’indiscutibile vantaggio di poter disporre di una squadra molto ben strutturata ed organizzata, il compito assegnato ai due Lancisti si presenta tutt’altro che semplice. Juha Kankkunen e Carlos Sainz, pronti a dimostrare quanto le prestazioni delle Toyota Celica GT-Four ST165 Gruppo A si siano ormai allineate a quelle delle Lancia Delta, venderanno infatti molto cara la pelle; mentre i due alfieri del Jolly Club Alessandro Fiorio e Dario Cerrato, consapevoli di poter contare sul caloroso tifo del pubblico, di certo non lasceranno nulla di intentato per provare a scrivere il loro nome nell’albo d’oro della gara.


Indice pagina

            


Elenco iscritti (Principali equipaggi al via)

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Numero di equipaggi al via : 107

Sono presenti al via 9 piloti con Priorità FIA A : Miki Biasion, Carlos Sainz, Alessandro Fiorio, Juha Kankkunen, Didier Auriol, Patrick Snijers, Dario Cerrato, Pascal Gaban, Giovanni del Zoppo.


Percorso

Prologo

Luogo di partenza Ospedaletti Luogo di arrivo Sanremo
Data di partenza
(Orario)
Domenica 8 Ottobre 1989
    (12:30)
Data di arrivo
(Orario)
Domenica 8 Ottobre 1989
(16:00)
Numero Prove Speciali  1 Fondo prevalente P.S. Sterrato
Lunghezza totale P.S. 1,38 km Lunghezza totale tappa 9,10 km

1^ Tappa

Luogo di partenza Sanremo Luogo di arrivo Arezzo
Data di partenza
(Orario)
Lunedì 9 Ottobre 1989
    (06:00)
Data di arrivo
(Orario)
Lunedì 9 Ottobre 1989
(20:36)
Numero Prove Speciali  9 Fondo prevalente P.S. Asfalto
Lunghezza totale P.S. 117,60 km Lunghezza totale tappa 723,39 km

2^ Tappa

Luogo di partenza Arezzo Luogo di arrivo Pisa
Data di partenza
(Orario)
 Martedì 10 Ottobre 1989
(06:30)
Data di arrivo
(Orario)
Martedì 10 Ottobre 1989
(22:29) 
Numero Prove Speciali  14  Fondo prevalente P.S. Sterrato 
Lunghezza totale P.S.  272,12 km Lunghezza totale tappa  718,64 km

3^ Tappa

Luogo di partenza Pisa Luogo di arrivo  Sanremo
Data di partenza
(Orario)
 Mercoledì 11 Ottobre 1989
(09:00)
Data di arrivo
(Orario)
 Mercoledì 11 Ottobre 1989
(15:08)
Numero Prove Speciali   1 Fondo prevalente P.S. Asfalto
Lunghezza totale P.S.  1,35 km Lunghezza totale tappa 307,57 km 

4^ Tappa

Luogo di partenza Sanremo Luogo di arrivo Sanremo
Data di partenza
(Orario)
Giovedì 12 Ottobre 1989
    (00:00)
Data di arrivo
(Orario)
Giovedì 12 Ottobre 1989
(09:27)
Numero Prove Speciali  9 Fondo prevalente P.S. Asfalto
Lunghezza totale P.S. 151,75 km Lunghezza totale tappa 327,50 km

Sei prove speciali sono disputate in notturna.

31° Rallye Sanremo - Percorso

Nota: i numeri riportati sulla cartina indicano le rispettive prove speciali.


Cronaca

Indice paragrafo


Prologo

L’atteso duello tra Lancia e Toyota prende forma fin dai primissimi metri di gara: nella suggestiva prova spettacolo di Ospedaletti, organizzata sotto forma di fettucciato a pochi metri dal mare, Didier Auriol e Juha Kankkunen siglano infatti lo stesso identico risultato cronometrico, accendendo l’entusiasmo di migliaia di Appassionati e facendo intuire che, perlomeno nelle prove speciali su fondo sterrato, il confronto tra le berlinette italiane e le coupé giapponesi sarà decisamente serrato.
Nella lotta per le posizioni di rincalzo, pur svantaggiato dalla morfologia del percorso, decisamente favorevole a vetture più agili e compatte rispetto alla sua Audi 200 Quattro Gruppo A, il tedesco Armin Schwarz, vincitore sia nel 1987 che nel 1988 del Deutsche Rallye Meisterschaft e considerato una delle giovani promesse del rallysmo internazionale, stupisce tutti facendo segnare il settimo tempo assoluto, candidandosi così al ruolo di possibile outsider in vista delle prove speciali speciali sugli sterrati toscani in programma durante la seconda tappa.
Per quanto riguarda invece le vetture di Gruppo N, Gilberto Pianezzola, al via con una Toyota Celica GT-Four ST165 magistralmente preparata dallo specialista biellese Giampietro “Kuki” Fren, si permette addirittura il lusso di lasciarsi alle spalle tutti i protagonisti abituali della Coppa FIA riservata ai piloti delle vetture di produzione. Tra questi, il più sfortunato è sicuramente Grégoire de Mevius, fortemente rallentato da problemi di alimentazione della sua Mazda 323 4WD. Il belga, uscito a fatica dalla superspeciale di Ospedaletti, si presenterà al via della prima tappa portandosi in dote un ritardo di quasi cinque minuti nei confronti dei suoi principali avversari nella lotta al titolo.

Risultati prova speciale

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1^ tappa

Archiviata la prova spettacolo sul lungomare di Ospedaletti, i protagonisti del 31° Rallye Sanremo si spostano verso le tortuose strade asfaltate dell’entroterra ligure, dove, come da pronostico, le Lancia Delta si dimostrano più a loro agio rispetto alle avversarie giapponesi. Le berlinette torinesi fanno infatti registrare i quattro migliori rilievi cronometrici al termine del primo passaggio sulla prova speciale di Perinaldo. Dario Cerrato è il più veloce di tutti mentre Didier Auriol, battuto per appena 5 secondi, stacca Juha Kankkunen in testa alla classifica generale.
Dapprima tradito dal motore della sua Audi 200 Quattro, incapace di mettersi in moto all’interno del parco chiuso di Sanremo, Armin Schwarz compromette irrimediabilmente la sua corsa in seguito ad un rovinoso cappottamento: l’impossibilità di spostare in tempi brevi la sua vettura, rimasta al centro della sede stradale con le ruote all’aria, costringe l’organizzazione ad interrompere la prova speciale e ad assegnare un tempo imposto a tutti i restanti equipaggi.
I colpi di scena proseguono anche nel successivo tratto cronometrato, durante il quale il tedesco Ronald Holzer, al via con una Lancia Delta Integrale Gruppo A costruita in Abarth, esce di strada finendo in una scarpata; mentre il belga Pascal Gaban, chiamato sulle strade italiane a riscattare una stagione costellata da episodi sfortunati, si vede costretto anzitempo ad abbandonare il gruppo a causa della rottura del cambio. Nella lotta per il vertice, Cerrato è il più veloce anche sul Colle di Langan, alle sue spalle però, Didier Auriol e Miki Biasion con le Lancia Delta Integrale 16V non mollano la presa. Decisamente più staccate sono invece le Toyota, incapaci di scaricare a terra nel migliore dei modi tutta la potenza dei loro motori.
Il piemontese Campione Italiano Rally in carica segna il miglior tempo perfino sul Colle d’Oggia, raggiungendo così in vetta alla classifica assoluta Auriol. Sfortunatamente però, i suoi sogni di gloria svaniscono appena pochi minuti più tardi: salendo verso il Passo del Ginestro, sulla Delta Integrale numero 7 del Jolly Club si rompe infatti l’albero motore. Coriaceo come sempre, Dario non si arrende, ma nel tentativo di limitare i danni incappa in un errore, centrando con la sua vettura un paracarro ai margini della sede stradale. Nonostante nell’urto si rompa anche il differenziale anteriore, Cerrato riesce ugualmente a terminare la prova speciale sfruttando la strada in discesa, affidando così le sue sorti nelle mani degli abili meccanici del Jolly Club. Traendo vantaggio proprio dai guai patiti dall’alfiere della scuderia milanese, Didier Auriol ne approfitta vincendo l’ultima prova speciale asfaltata della prima tappa, avviandosi così in direzione degli sterrati toscani al comando della classifica generale.
Tra le vetture di produzione il leader dopo le prime quattro prove speciali è invece Alessandro Fassina, molto abile nello sfruttare nel migliore dei modi le grandi doti velocistiche sull’asfalto della sua potente Ford Sierra RS Cosworth.

Con Dario Cerrato scivolato in diciottesima posizione assoluta e ormai estromesso dalla lotta per la vittoria finale, la corsa cambia completamente scenario spostandosi dall’entroterra ligure ai suggestivi paesaggi collinari toscani.
Ritrovato il fondo stradale ad esse più congeniale si riaffacciano nelle posizioni di vertice le Toyota Celica: Carlos Sainz vince la sua prima prova speciale di giornata sugli sterrati di Ghizzano, staccando di appena un secondo il compagno di squadra Kankkunen, mentre il belga Patrick Snijers, al volante della terza Celica GT-Four ST165 Gruppo A ufficiale presente al via, chiude la prova con il quarto miglior tempo. Alla più che giustificata euforia per il team diretto da Ove Andersson si contrappone invece un umore decisamente più cupo per gli uomini della Lancia. Didier Auriol, partito con il coltello tra i denti con l’obbiettivo di consolidare la sua leadership, è infatti vittima di una rovinosa uscita di strada: atterrando da un dosso affrontato in quinta piena, il francese perde il controllo della sua Lancia Delta Integrale 16V, cappottando più volte e ritrovandosi in fondo ad una scarpata. Fortunatamente, nonostante il grosso spavento, sia Didier che il suo copilota Bernard Occelli escono illesi dalla carambola.
Il momento negativo per gli uomini della Lancia prosegue anche nel successivo tratto cronometrato, durante il quale Miki Biasion, vittima di una foratura, viene addirittura superato in prova da Carlos Sainz, accumulando complessivamente un ritardo superiore ai due minuti e mezzo e scivolando dal primo al quinto posto in classifica generale. A questo punto della corsa, a sole sei prove speciali dalla partenza, la Lancia si trova così a poter contare sul solo Alessandro Fiorio, ritrovatosi al comando della classifica generale dopo aver vinto la P.S. 6 e chiamato a lottare con le unghie e con i denti per respingere gli attacchi delle tre Toyota Celica di Sainz, Kankkunen e Snijers.
Tra questi, lo spagnolo si dimostra senza dubbio il cliente più scomodo: suo è infatti il miglior tempo sia nella settima che nella nona prova speciale.
Miki Biasion, tutt’altro che rassegnato e più che mai deciso a rientrare nella lotta per il vertice, è invece il più veloce di tutti nell’ottavo tratto cronometrato, al termine del quale risale in quarta posizione in classifica generale superando Patrick Snijers. Il belga, tradito da un eccesso di foga, esce troppo largo da una curva, finendo con la sua Celica contro un albero: nonostante gli evidenti segni sulla fiancata destra e qualche attimo di panico vissuto dal copilota Dany Colebunders, l’alfiere del Bastos Toyota Team riesce tuttavia a proseguire il rally.
Pur dovendo fare i conti con qualche problema di surriscaldamento del motore, al cui interno la temperatura del liquido di raffreddamento arriva addirittura in alcune occasioni a sfiorare i 120°C, Alessandro Fiorio riesce a gestire con maturità la prima posizione assoluta fino al termine della tappa, tenendosi alle spalle uno scatenato Carlos Sainz, staccato di 18 secondi, e un costante Juha Kankkunen, terzo con un distacco di 34 secondi. Sulla pedana di arrivo della prima frazione della corsa, Miki Biasion si presenta invece con un ritardo di poco superiore ai due minuti, precedendo nell’ordine Patrick Snijers, Marc Duez e l’arrembante Dario Cerrato, in pieno recupero dopo i guai patiti a metà giornata.
In Gruppo N, sfruttando il vantaggio accumulato nelle prime quattro prove speciali su asfalto, Alessandro Fassina chiude la prima tappa davanti a tutti contenendo gli attacchi di un velocissimo Alain Oreille, molto a suo agio sui fondi sdrucciolevoli delle stradine toscane, e dell’agguerrito plotone di vetture a quattro ruote motrici composto in primis dalle Delta di Piergiorgio Deila, Giovanni del Zoppo e Gustavo Trelles e dalla Mazda 323 4WD di Grégoire de Mevius, in piena rimonta dopo essersi ritrovato ad occupare la 105^ nonché ultima posizione della classifica generale.

Risultati prove speciali

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2^ tappa

La frazione più lunga della corsa, articolata su ben 14 prove speciali interamente su fondo sterrato racchiuse nelle zone tra Arezzo e Urbino, si apre nella suggestiva cornice montuosa dell’Alpe di Poti, dove Miki Biasion e Carlos Sainz fanno registrare il miglior tempo ex aequo, staccando di appena un secondo Alessandro Fiorio. Sulla Delta dell’alfiere del Jolly Club si evidenzia però qualche problema alla trasmissione, con il cambio che rimane definitivamente bloccato in terza marcia a circa due chilometri dal cartello di fine prova. Buone notizie invece per il suo compagno di squadra Dario Cerrato, che scavalca la BMW M3 E30 di Marc Duez risalendo fino al sesto posto in classifica generale. Nella lotta per le posizioni di rincalzo si segnala inoltre il ritiro di Roberto Rosselli, undicesimo al termine della prima tappa, tradito dal cedimento della sospensione anteriore sinistra dopo aver urtato un masso con la sua Lancia Delta Integrale Gruppo A sponsorizzata LeccePen.
Pur non potendo spingere come vorrebbe a causa dei sopracitati problemi al motore e alla trasmissione della sua Delta Integrale, Fiorio riesce ad allungare nei confronti di Carlos Sainz portando il suo vantaggio a circa 40 secondi. Lo spagnolo, attardato dapprima da qualche problema di assetto e successivamente vittima di una foratura e di un testacoda nel dodicesimo tratto cronometrato, non intende però minimamente mollare la presa. Sostituito il differenziale anteriore e ritrovato il feeling con la sua Celica, Carlos vince infatti ben tre prove speciali di fila, portandosi a 22 secondi dalla testa della classifica generale, mentre il suo compagno di squadra Juha Kankkunen, vittima di una sfortunata serie di problemi tecnici, vede piano piano assottigliarsi il suo vantaggio nei confronti di Miki Biasion. La rimonta del veneto ai danni di “KKK” si concretizza definitivamente al termine della sedicesima prova speciale, al termine della quale Biasion guadagna momentaneamente la terza posizione assoluta. Quasi a voler prendere spunto da quanto fatto dal connazionale ai danni di Kankkunen, nel corso del diciassettesimo tratto cronometrato Dario Cerrato rompe gli indugi sferrando il suo attacco alla Toyota di Snijers e issandosi in quinta posizione. Curiosamente, al giro di boa della corsa, i primi sei posti della classifica generale recitano una perfetta situazione di alternanza tra i piloti Lancia, che occupano la prima, la terza e la quinta piazza rispettivamente con Fiorio, Biasion e Cerrato, e gli alfieri Toyota, con Sainz secondo, Kankkunen quarto e Snijers sesto.
In Gruppo N, dopo aver provato a resistere con caparbietà su un terreno decisamente poco favorevole alla sua Ford Sierra RS Cosworth, Alessandro Fassina termina anzitempo la corsa finendo in un fosso durante la tredicesima prova speciale, cedendo il primo posto tra le vetture di produzione a Piergiorgio Deila. La gioia del cuneese si rivela tuttavia effimera: a causa della rottura del manicotto tra il turbocompressore e l’intercooler, la sua Lancia Delta Integrale 16V deve infatti cedere il passo alla piccola Renault 5 GT Turbo dello scatenato Alain Oreille.

I problemi al cambio sulla Delta di Fiorio, uniti all’ottimo passo di Sainz e alla rimonta sempre più concreta di Biasion, rendono con il passare delle ore sempre più incerta ed avvincente la bagarre per le posizioni di testa. Il pilota del Jolly Club si difende come meglio può, mantenendo la leadership del rally fino al termine del diciannovesimo tratto cronometrato, ma il ritmo dei suoi due avversari è a dir poco indiavolato. Carlos Sainz passa infatti al comando della corsa dopo aver siglato il miglior tempo nella seconda ripetizione della prova speciale di Sestino, allungando con decisione quando il cambio della Delta Integrale del torinese rimane bloccato in terza marcia ad appena cinque chilometri dal via del ventunesimo tratto cronometrato. Perdendo in un colpo solo ben 44 secondi, Fiorio si ritrova così con un distacco di quasi un minuto nei confronti del rivale spagnolo, mentre Biasion, autore in precedenza del miglior tempo sia nella P.S. 18 che nella P.S. 19, stacca definitivamente Kankkunen consolidando la terza piazza.
In un’atmosfera sempre più elettrizzante, tra le vetture di produzione l’incredibile rimonta di Grégoire de Mevius si trasforma in realtà al termine della ventesima prova speciale, quando il belga riesce nell’impresa di scalzare dalla testa della classifica di Gruppo N la Renault 5 GT Turbo di Alain Oreille.

Con Carlos Sainz saldamente al comando davanti allo sfortunato Alessandro Fiorio, le ultime emozioni di giornata arrivano dai piloti impegnati nella lotta per le posizioni di rincalzo. Andrea Aghini e Paolo Alessandrini, dopo aver duellato tra loro per l’intera giornata, sono infatti vittime di problemi meccanici: il toscano, autore di ottime prestazioni con la Peugeot 405 Mi16 curata dalla Italtecnica, si vede costretto al ritiro a pochi chilometri dall’arrivo di tappa, tradito dalla rottura di un semiasse; mentre il modenese, alle prese con qualche pecca di gioventù della sua Lancia Delta Integrale 16V Gruppo A, dopo aver perso secondi preziosi nella P.S. 20 a causa di una foratura, si ritrova con il cambio rotto nel corso dell’ultimo tratto cronometrato di giornata. Fortunatamente per lui, la sua Delta riesce a raggiungere arrancando il fine prova, permettendo ai meccanici della A.R.T. di risolvere il problema prima dell’entrata in parco chiuso a Pisa.
Alla resa dei conti, terminate le prove speciali su fondo sterrato, la classifica generale all’arrivo della seconda tappa vede quindi uno strepitoso Carlos Sainz al comando. Dietro di lui Alessandro Fiorio, staccato di circa un minuto, e Miki Biasion, terzo con un distacco di 1’44”, possono però ancora sperare: le Lancia Delta hanno infatti dimostrato in avvio di gara di poter essere ben più veloci delle Toyota Celica sulle prove speciali in asfalto dell’entroterra ligure, dove i protagonisti della corsa torneranno per giocarsi il tutto per tutto nell’ultima giornata di gara.
Ormai tagliati fuori dalla lotta per la vittoria finale, Juha Kankkunen, Dario Cerrato e Patrick Snijers si contenderanno invece sulle tortuose stradine sanremesi il miglior piazzamento ai margini del podio, pronti in ogni caso a trarre profitto nel caso in cui qualcuno dei battistrada incappasse in qualche guaio.
In Gruppo N, la chiusura delle ostilità sulla terra toscana consacra l’eccezionale Grégoire de Mevius, passato al comando della classifica riservata alle vetture di produzione dopo una rimonta a dir poco memorabile partendo dalle retrovie. In seconda posizione, pronto a far valere la superiorità tecnica della sua piccola Renault 5 GT Turbo sull’asfalto, Alain Oreille, pur consapevole del ritiro del leader di campionato Gustavo Trelles, non vuole però affatto rassegnarsi all’idea di lasciare il successo all’altro suo più pericoloso rivale nella rincorsa al titolo, lasciando presagire che anche per i principali protagonisti della coppa riservata alle auto strettamente derivate dalla serie, il buio dell’ultima notte di gara sarà metaforicamente illuminato da parecchie scintille.

Risultati prove speciali

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3^ tappa

Inserita nel percorso essenzialmente per permettere ai concorrenti di spostarsi da Pisa a Sanremo, la terza tappa del 31° Rallye Sanremo offre l’opportunità alle squadre impegnate nella lotta per il vertice di riparare gli eventuali problemi di natura tecnica presenti sulle vetture e di ripristinare l’assetto da asfalto, necessario per affrontare nel migliore dei modi gli ultimi nove tratti cronometrati previsti dal programma di gara.
A spezzare il ritmo tranquillo del trasferimento, effettuato per buona parte in autostrada, ci pensa l’unica prova speciale di giornata: una breve gincana di circa un chilometro e mezzo allestita all’interno di una vecchia pista dell’aeroporto  internazionale “Cristoforo Colombo” di Genova.
Nonostante la ridotta significatività del tracciato, i piloti Lancia si scatenano conquistando i tre migliori tempi della prova, tenendosi alle spalle uno spettacolare Marc Duez, molto abile nello sfruttare la maneggevolezza della sua BMW M3 E30, e le tre Toyota Celica ufficiali.
Carlos Sainz, partito con il coltello tra i denti, è vittima di un dritto, a causa del quale rimedia una foratura allo pneumatico anteriore destro. Ciò nonostante, il pilota spagnolo riesce con grande abilità a limitare i danni, regalando solamente tre secondi a Miki Biasion, autore della miglior prestazione della superspeciale davanti ad un brillante Alessandro Fiorio, fiducioso di aver risolto con la sostituzione del cambio e dei differenziali tutti i problemi patiti durante la seconda tappa.
Ancora guai invece per i fratelli Alessandrini, sulla cui Delta Integrale 16V si rompe improvvisamente il differenziale posteriore.

Risultati prova speciale

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4^ tappa

Approfittando della giornata di trasferimento dalla Toscana alla Liguria, gli uomini del Jolly Club, ma soprattutto quelli del team Lancia Martini, ipotizzano i possibili scenari che potrebbero materializzarsi nel corso dell’ultima attesissima notte di gara.
Durante le prime quattro prove speciali del rally, disputate sulle tortuose strade asfaltate dell’entroterra sanremese, le Lancia Delta si sono infatti dimostrate più veloci di quasi un secondo a chilometro rispetto alle Toyota Celica. Se questo andamento si riproponesse anche durante l’ultima tappa della corsa, considerando una lunghezza totale dei tratti cronometrati mancanti pari a circa 151 chilometri, sia Alessandro Fiorio che Miki Biasion avrebbero quindi delle serie possibilità di raggiungere e superare la Toyota Celica GT-Four ST165 Gruppo A di Carlos Sainz.
Affidarsi esclusivamente a delle stime matematico-statistiche quando auto ed equipaggi hanno alle spalle quasi 400 chilometri di prove speciali potrebbe tuttavia essere molto rischioso e, per questo motivo, la strategia attuabile nell’ultima notte di gara da tutti e tre i piloti coinvolti nella lotta per il successo finale non potrà che essere una sola: quella di attaccare.

La conferma che dietro i conti fatti dagli uomini della Lancia ci fossero dei seri fondamenti arriva però fin dalla prima prova speciale della nottata: Carlos Sainz, autore di una prestazione maiuscola e assolutamente priva di sbavature, ferma infatti i cronometri con un tempo di 8 minuti e 53 secondi. Alessandro Fiorio è più veloce di 5 secondi, Miki Biasion addirittura di 10.
La musica non cambia nemmeno nel successivo tratto cronometrato, al termine del quale Biasion recupera 12 secondi sul “Matador” e 6 secondi su Fiorio.
Sainz si difende come meglio può, sfruttando al limite la sua Celica e consumando fin sulle tele gli pneumatici, perdendo dapprima altri 17 secondi sul Monte Ceppo nei confronti di Biasion e, ormai con il fiato dei due lancisti sul collo, ulteriori 19 secondi a favore del bassanese nella ventottesima prova speciale.
Il sorpasso sembra ormai imminente e si materializza lungo i 25 chilometri tra Rezzo e Villa San Sebastiano. Miki Biasion vive un vero e proprio stato di grazia, infliggendo distacchi abissali a tutti gli avversari. L’unico in grado di avvicinarsi al suo passo è Dario Cerrato, che chiude la prova con ritardo di 9 secondi. Alessandro Fiorio, pur facendo registrare il terzo miglior tempo, incassa 23 secondi, Carlos Sainz addirittura 43, rallentato da un problema all’acceleratore che rimane pericolosamente bloccato prima di una curva.
Lo spagnolo viene così raggiunto e affiancato in testa alla classifica generale dal Campione del Mondo in carica, con Alessandro Fiorio terzo a 16 secondi ma tutt’altro che tagliato fuori dai giochi.
Miki Biasion, in forma strepitosa nonostante una fastidiosa emicrania e alcuni problemi all’impianto frenante della sua Lancia Delta Integrale 16V Gruppo A, non sembra però volersi accontentare e ce la mette tutta per cercare di staccare gli avversari, segnando il miglior tempo anche nel trentesimo tratto cronometrato.
Lungo i 29 chilometri del prova speciale di Vignai, molto temuta dai piloti a causa della presenza di un insidioso tratto di strada su fondo sterrato, il bassanese decide però di non prendersi eccessivi rischi, amministrando quanto guadagnato fino a quel momento e facendosi recuperare 5 secondi da Sainz e ben 21 da un fenomenale Alessandro Fiorio, capace in un colpo solo di reinserirsi prepotentemente nella serratissima lotta per la vittoria.
A due sole prove speciali dal traguardo, dopo ben sei ore e mezza di gara, la classifica generale si fa quindi incandescente: Miki Biasion è primo, Alessandro Fiorio lo segue con un solo secondo di distacco, mentre Carlos Sainz occupa la terza posizione staccato di tre secondi.

Cautelativamente, per evitare che sulla Delta Integrale 16V numero 1 si manifestino nuovamente problemi all’impianto frenante, i meccanici del team Lancia Martini vanno a sostituire tutte le pastiglie dei freni. Così facendo Miki Biasion può affrontare in maggiore sicurezza gli ultimi chilometri di gara, concentrandosi solo ed esclusivamente su un solo obbiettivo: la vittoria!
Il pilota veneto vola nella seconda ripetizione della prova speciale tra Apricale e Baiardo, distanziando Fiorio di 8 secondi. Carlos Sainz, pur facendo segnare il terzo miglior tempo con un ritardo di appena 12 secondi sembra ormai tagliato fuori dai giochi.

Decisivo per decretare il nome dell’equipaggio vincitore si rivela quindi l’ultimo tratto cronometrato: un’insidiosa ed estremamente tecnica discesa tra Bajardo e San Romolo.
Carlos Sainz chiude la prova in 7 minuti e 19 secondi, fermandosi in trepidante attesa dei risultati dei suoi due avversari. Alessandro Fiorio è velocissimo e il suo tempo risulta inferiore a quello dello spagnolo di ben 14 secondi. L’attesa per gli uomini del Jolly Club si fa snervante, l’esito della gara più combattuta di tutto il Campionato del Mondo Rally 1989 dipende ora tutto da un solo istante: quello in cui la Lancia Delta Integrale 16V numero 1 oltrepasserà il cartello di fine prova speciale presentandosi di fronte alla postazione dei cronometristi.
7’09”: questo il verdetto. Miki Biasion e Tiziano Siviero vincono la 31^ edizione del Rallye Sanremo per appena 5 secondi. Non succedeva qualcosa di simile dai tempi dello storico duello del 1976 tra Björn Waldegård e Sandro Munari.
Alessandro Fiorio si deve accontentare del suo quarto piazzamento a podio stagionale, strappando comunque lacrime ed applausi ai suoi tifosi e ai ragazzi del Jolly Club, consapevoli di essere stati ad un passo dall’entrare nella leggenda.
Prestazione assolutamente da incorniciare anche per Carlos Sainz, penalizzato nel momento decisivo della corsa dalla sua Toyota Celica GT-Four ST165, rivelatasi decisamente meno competitiva delle Lancia Delta nelle prove speciali su asfalto. Per il madrileno, vista l’annunciata partenza del compagno di squadra Juha Kankkunen, di ritorno tra le fila del team Lancia Martini dopo due stagioni con il Toyota Team Europe, il 1990 potrebbe a tutti gli effetti trasformarsi nell’anno della definitiva consacrazione tra i grandi del rallysmo mondiale.
La medaglia di legno dopo una gara fortemente condizionata dalla sfortuna spetta invece a Dario Cerrato, capace di sfruttare appieno i guai alla frizione patiti da Kankkunen durante l’ultima notte di gara per chiudere ai margini del podio un rally dove avrebbe sicuramente meritato di giocarsi la vittoria.
Con la prima delle vetture a due sole ruote motrici, Marc Duez conferma sulle strade italiane quanto di buono fatto durante il resto della stagione, chiudendo la corsa al settimo posto assoluto dietro Patrick Snijers, suo acerrimo rivale nella lotta per il titolo nazionale belga.
Per i fratelli Alessandrini, nonostante qualche piccolo inconveniente tecnico patito dalla loro nuovissima Lancia Delta Integrale 16V Gruppo A, l’ottava piazza assoluta conquistata al 31° Rallye Sanremo rappresenta il punto più alto di un’annata piuttosto sfortunata per la loro squadra. Forte di un legame sempre più solido con l’Abarth, i ragazzi dell’A.R.T. Engineering avranno tuttavia modo molto presto di puntare a traguardi decisamente più ambiziosi.
Più veloce di tutti i suoi avversari in ben otto delle nove prove speciali in programma nella tappa conclusiva del rally, Alain Oreille fa bottino pieno primeggiando nella classifica della Coppa FIA riservata ai piloti delle vetture di produzione. Il francese, avvantaggiato dal ritiro di Gustavo Trelles, si riporta così prepotentemente in lotta per la vittoria finale del campionato, dove se la giocherà, oltre che con l’uruguaiano della Top Run Motorsport, anche con il velocissimo Grégoire de Mevius, decimo assoluto e secondo di Gruppo N per appena 44 secondi dopo una strepitosa ed entusiasmante rimonta.
Un meritatissimo terzo gradino del podio tra le auto di produzione spetta invece al giovane Gilberto Pianezzola. Senza il tempo perso per colpa di qualche foratura di troppo, il pilota veneto, astro nascente del rallysmo italiano, avrebbe tuttavia potuto sicuramente giocarsela fino alla fine sia un piazzamento nella top ten della classifica generale, sia il successo in Gruppo N.

Ad un anno di distanza, ma sempre sulle stesse strade e con la medesima grinta, Miki Biasion e Tiziano Siviero si riconfermano quindi Campioni del Mondo Rally anche nel 1989. A soli dieci anni dal loro debutto nelle corse su strada, avvenuto nel 1979 al volante di una Opel Kadett GT/E Gruppo 1, i due bassanesi entrano così definitivamente nell’olimpo dei Grandi dell’automobilismo sportivo.
Alla luce della costante crescita tecnica messa in mostra dai costruttori giapponesi, mantenersi ai vertici del rallysmo mondiale non sarà tuttavia impresa facile. Pur uscendo sconfitta al termine del primo scontro diretto, la Toyota Celica GT-Four ST165 Gruppo A ha infatti dimostrato sulle strade del 31° Rallye Sanremo di essere molto vicina nelle prestazioni anche alla nuova Lancia Delta Integrale 16V Gruppo A, lasciando intendere agli Appassionati che l’emozionante battaglia vissuta per due giorni sugli sterrati delle prove speciali di Toscana e Umbria sia stata solamente una succulenta anteprima in vista di una stagione 1990 ricca di pathos e colpi di scena.

Risultati prove speciali

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Risultati

Indice paragrafo


Classifica finale

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Vincitori di gruppo

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Principali ritiri

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Statistiche

Prove speciali vinte (piloti)

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Prove speciali vinte (auto)[table id=281 /]

Nota: tra parentesi sono indicate le prove speciali vinte a pari merito.

 

Leader della gara

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Record e curiosità

  • 196° rally valido per il Campionato del Mondo. (*)
  • 14^ vittoria e 22° podio in una gara valida per il Campionato del Mondo Rally per Miki Biasion. (*)
  • 24^ vittoria in una gara valida per il Campionato del Mondo Rally per un pilota di nazionalità italiana.
  • 53^ vittoria per la Lancia in una gara valida per il Campionato del Mondo Rally che, grazie al secondo posto conquistato da Alessandro Fiorio, raggiunge quota 133 nel computo totale dei piazzamenti a podio. (*)
  • Successo alla prima apparizione in gara per la Lancia Delta Integrale 16V Gruppo A. Dopo le vittorie della S4 Gruppo B al 34° Lombard RAC Rally, della HF 4WD Gruppo A al 55° Rallye Automobile de Monte-Carlo e della Integrale Gruppo A al 22° Rallye de Portugal – Vinho do Porto, prosegue così la tradizione vincente dei vari modelli da competizione derivati dalla Lancia Delta, sempre vittoriosi al loro debutto ufficiale in gare valide per il Campionato del Mondo Rally.
  • Grazie alla encomiabile prestazione di Carlos Sainz, terzo al traguardo e in lotta per la vittoria fino all’ultimo metro della corsa, Toyota diventa la prima casa giapponese a conquistare un piazzamento a podio nella storia del Rallye Sanremo.
    A poche settimane dalla doppietta ottenuta da Juha Kankkunen e Kenneth Eriksson al 2° Commonwealth Bank Rally Australia, la Celica GT-Four ST165 Gruppo A conferma così di aver ormai raggiunto il livello di competitività della Lancia Delta Integrale Gruppo A. Ciò nonostante, il colosso automobilistico giapponese dovrà attendere fino al 1994, vale a dire ben due anni dopo il ritiro ufficiale della berlinetta torinese dalle scene del Campionato del Mondo Rally, per poter finalmente iscrivere il suo nome anche nell’albo d’oro del Rallye Sanremo.
  • Carlos Sainz è il primo pilota di nazionalità spagnola a conquistare un piazzamento sul podio nella storia del Rallye Sanremo.
  • In vista della gara di casa, vengono preparate dagli uomini del reparto corse Abarth due Lancia Delta Integrale 16V Gruppo A, affidate ai piloti ufficiali del team Lancia Martini e dipinte in un’insolita colorazione su base rossa, e due Lancia Delta Integrale Gruppo A, destinate invece agli alfieri del Jolly Club Alessandro Fiorio e Dario Cerrato.
    Tra queste, l’unica vettura nuova risulta essere quella contraddistinta dal numero di targa TO86305M, ovvero quella poi portata al successo da Miki Biasion. Le restanti auto vengono invece allestite partendo dalle tre Lancia Delta Integrale Gruppo A utilizzate qualche settimana prima dalla squadra ufficiale durante il 39° Rally dei 1000 Laghi. Nel caso della Lancia Delta guidata da Didier Auriol, identificata dalla targa TO62125M, ci si trova quindi di fronte ad una vettura nata inizialmente come Integrale Gruppo A ma successivamente aggiornata dai meccanici Abarth con il nuovo propulsore a 16 valvole.
  • In aggiunta alle due auto iscritte dalla squadra ufficiale Lancia Martini, prende il via della corsa anche una terza Lancia Delta Integrale 16V Gruppo A condotta da Paolo e Alessandro Alessandrini. Sulla vettura, allestita dagli uomini della A.R.T. Engineering sulla base di una Lancia Delta Integrale Gruppo A acquistata direttamente dal Reparto Esperienze Abarth (numero di targa TO35194M), emergono nel corso della gara diversi problemi alla trasmissione e ai freni. Ciò nonostante, i due fratelli Alessandrini riescono agevolmente a terminare per il terzo anno consecutivo il Rallye Sanremo nelle prime dieci posizioni della classifica assoluta, entrando al tempo stesso nella storia per essere i primi piloti non ufficiali a portare in gara una Lancia Delta Integrale 16V Gruppo A.
  • Dopo aver fatto registrare prestazioni di alto livello nel Campionato Italiano Rally, la Peugeot 405 Mi16 Gruppo A preparata da Italtecnica conferma tutto il potenziale espresso su scala nazionale anche in occasione del suo debutto nel Campionato del Mondo. Sfortunatamente però, entrambe le vetture schierate da Peugeot Italia si vedono costrette anzitempo ad abbandonare la corsa a causa di problemi legati alla trasmissione. Andrea Zanussi, tradito dalla frizione, si ritira infatti durante il trasferimento tra il sesto e il settimo tratto cronometrato; mentre Andrea Aghini deve alzare bandiera bianca a pochi chilometri dall’arrivo della seconda tappa, appiedato dalla rottura del semiasse destro. Curiosamente, per ridurre il rischio di cedimenti alla trasmissione durante le prove speciali su fondo sterrato, sia sulle auto utilizzate in gara che sui muletti erano stati montati dei semiassi opportunamente rinforzati già utilizzati in precedenza nientepopodimeno che sulle Peugeot 205 T16 Grand Raid.
  • Già protagonista per buona parte del Campionato Italiano Rally 1989 con una Ford Sierra RS Cosworth Gruppo N curata dalla Tam Auto, Alessandro Fassina si ritrova tra le mani per il finale di stagione una Sierra RS Cosworth Gruppo N ufficiale preparata da Giuseppe Repetto. La stessa vettura, contraddistinta dal numero di targa Roma38037S, era stata precedentemente guidata anche da Franco Cunico, vincitore sotto le insegne di Ford Italia sia nel 1988 che nel 1989 del titolo tricolore riservato ai piloti delle vetture di produzione.
  • Tradito dalla trasmissione della sua Lancia Delta Integrale Gruppo A, Dario Cerrato vede svanire in un colpo solo tutti i suoi sogni di gloria durante la quarta prova speciale. Nel tentativo di recuperare i minuti spesi dai meccanici del Jolly Club per permettergli di proseguire la corsa, il pilota piemontese si rende suo malgrado protagonista di un episodio tanto curioso quanto beffardo: pochi chilometri dopo Genova, il Campione Italiano Rally in carica viene infatti fermato da una pattuglia della Polizia Stradale e multato per eccesso di velocità! 

(*) nelle statistiche non vengono considerati i risultati del 28° Rallye Sanremo, annullato dalla FISA il 18 Dicembre dopo una controversa vicenda.


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