38^ 24 Heures du Mans (1970)

Sfiorato il successo finale sia nel 1968 che nel 1969, Porsche si presenta sul Circuit de la Sarthe con la consapevolezza di poter godere di tutti i favori del pronostico.
Risolti i problemi aerodinamici che inizialmente avevano condizionato in modo evidente le sue prestazioni, la 917 è infatti diventata nell’arco di pochi mesi la vettura da battere nelle gare delle Campionato Mondiale Costruttori.

Squadra di punta per la casa di Stoccarda è la J.W. Automotive Engineering Ltd., vincitrice di due edizioni consecutive della leggendaria 24 Ore di Le Mans con la mitica Ford GT40, nonché dominatrice della prima parte della stagione 1970 con ben 5 successi assoluti nel FIA World Sportscar Championship.
Il team diretto dall’ingegner John Wyer, appoggiato dalla compagnia petrolifera statunitense Gulf Oil, iscrive alla corsa ben tre Porsche 917K, due delle quali spinte dal nuovo motore di cilindrata maggiorata, ovvero 4907 cc in luogo dei 4494 cc del propulsore originale, accreditato di una potenza massima di circa 600 CV a 8400 giri/min e in grado di sviluppare una coppia motrice prossima ai 550 Nm.

Insieme al trio di vetture del team inglese, che a detta di buona parte degli addetti ai lavori sono le principali favorite per il successo finale, Porsche prepara all’interno del suo reparto corse appositamente per la 38^ edizione della maratona francese anche le tre 917, di cui una dotata di carrozzeria a coda lunga, destinate al team Porsche Konstruktionen K.G..
Sfruttando il talento di Kurt Ahrens, Jr., Vic Elford, Richard Attwood e Hans Herrmann, la squadra austriaca facente capo a Porsche Salzburg,  che nel 1970 ha già portato al successo l’agile 908/03 alla 1000 km del Nürburgring, potrebbe rappresentare una delle gradite sorprese della corsa, rivelandosi la spina nel fianco più pericolosa per le auto della J.W. Automotive Engineering Ltd..

A completare la corazzata tedesca, oltre alla 917K della David Piper Autorace, destinata sulla carta a lottare solamente per le posizioni di rincalzo ai margini della zona podio, ci pensa infine il Martini International Racing Team , che si presenta alle verifiche tecniche con ben tre auto: una splendida 917 LH con carrozzeria a coda lunga, gemella della 917 LH numero 25 della Porsche Konstruktionen K.G., nonché vettura di punta del team capitanato da Hans-Dieter Dechent, e due 908/02, chiamate a lottare per il successo nella classe riservata agli Sport Prototipi di cilindrata inferiore ai 3000 cc.

Recitare il ruolo di principali sfidanti, pronti a dare filo da torcere agli acerrimi rivali di Porsche e alle loro micidiali 917, toccherà invece agli uomini del reparto corse Ferrari, arrivati oltralpe con addirittura quattro 512 S ufficiali, tutte dotate di carrozzeria con cofano motore allungato e appositamente preparate per la gara francese sfruttando sia l’esperienza maturata nei test preliminari andati in scena a cavallo tra Sabato 11 e Domenica 12 Aprile, sia il lavoro svolto dai tecnici della casa di Maranello, coordinati dall’ingegner Mauro Forghieri, nel corso di alcune sessioni di prove private svolte presso l’Autodromo Nazionale di Monza.
In appoggio alle vetture schierate in veste ufficiale dalla casa di Maranello, si aggiungono inoltre altre sette Ferrari 512 S, tre delle quali portate in pista dalla Scuderia Filippinetti, vero e proprio team di riferimento a livello internazionale per l’automobilismo sportivo elvetico, ormai legato da alcuni anni al marchio del Cavallino Rampante.

Complessivamente, gli organizzatori dell’Automobile Club de l’Ouest (ACO) riescono quindi a coinvolgere ben 7 Porsche 917 e addirittura 11 Ferrari 512 S, attirando sul circuito della Sarthe buona parte delle più veloci ed evolute vetture da competizione a ruote coperte in circolazione nel mondo.
Ma non è tutto! Oltre alle nutrita schiera di vetture Sport di cilindrata inferiore ai 5000 cc, candidate senza alcun dubbio a giocarsi tra loro la vittoria assoluta della 38^ 24 Heures du Mans, si prospetta interessante anche la lotta per il primato nella categoria degli Sport Prototipi spinti da motori di cilindrata inferiore ai 3000 cc, dove oltre alle già citate Porsche 908/02 del Martini International Racing Team, saranno da tenere d’occhio le tre Matra-Simca dell’Equipe Matra Elf, spinte dal potente motore a 12 cilindri derivato da quello utilizzato sulle monoposto di Formula 1, e le quattro Alfa Romeo Tipo 33/3 schierate in forma ufficiale dall’Autodelta, con cui la casa del Biscione si augura di ripetere i fasti delle 33/2, capaci di dominare la loro classe alla 24 Ore di Le Mans del 1968, al termine della quale sfiorarono addirittura il podio nella classifica assoluta.

Come la tradizione insegna, per ambire alla vittoria nella gara di durata più prestigiosa al mondo, non basta tuttavia disporre della vettura più veloce. Fondamentale per le squadre sarà gestire bene la strategia durante la corsa, mentre per i piloti sarà essenziale non solo mantenere sempre la massima lucidità per evitare errori, ma anche evitare di maltrattare eccessivamente la meccanica delle auto.
Ago della bilancia potrebbe in ogni caso rivelarsi il meteo, capace con la sua imprevedibilità di dare vita a rocamboleschi colpi di scena. Del resto, in 24 ore può davvero succedere di tutto e, per vincere, l’importante sarà non farsi trovare mai impreparati! 


Indice pagina

           


Elenco iscritti

EquipaggioAuto
Team/ConcorrenteClasse
1 Jean-Claude Aubriet
Jacques Bourdon
Chevrolet Corvette Ecurie LéopardGruppi 3/4 (Gran Turismo oltre 5000 cc)
2 Henri Greder
Jean-Pierre Rouget
Bob Wollek*
Chevrolet Corvette Greder RacingGruppi 3/4 (Gran Turismo oltre 5000 cc)
3 Richard Attwood*
Gérard Larrousse
Reinhold Jöst*
Willy Kauhsen
Porsche 917 LH Martini International Racing TeamGruppo 5 (Sport 5000 cc)
4 Gustave Gosselin
Teddy Pilette
Lola T70 Mk3B Racing Team V.D.S.Gruppo 5 (Sport 5000 cc)
5 Jacky Ickx
Peter Schetty
Ferrari 512 S S.E.F.A.C. FerrariGruppo 5 (Sport 5000 cc)
6 Ignazio Giunti
Jacky Ickx*
Peter Schetty*
Nino Vaccarella
Ferrari 512 S S.E.F.A.C. FerrariGruppo 5 (Sport 5000 cc)
7 Derek Bell
Jean Guichet*
Svezia Ronnie Peterson
Ferrari 512 S S.E.F.A.C. FerrariGruppo 5 (Sport 5000 cc)
8 Arturo Merzario
Clay Regazzoni
Ferrari 512 S S.E.F.A.C. FerrariGruppo 5 (Sport 5000 cc)
9Spagna Juan Fernandez
Spagna José Juncadella
Gordon Spice*
Ferrari 512 S SpyderSpagna Escuderia MontjuichGruppo 5 (Sport 5000 cc)
10 Helmut Kelleners
Georg Loos
Ferrari 512 S North American Racing TeamGruppo 5 (Sport 5000 cc)
11 Ronnie Bucknum
Mark Donohue*
Sam Posey
Ferrari 512 S North American Racing TeamGruppo 5 (Sport 5000 cc)
12 "Jean Beurlys"*
Hughes de Fierlant
Alistair Walker
Ferrari 512 S Ecurie FrancorchampsGruppo 5 (Sport 5000 cc)
14Svezia Jo Bonnier
Svezia Reine Wisell
Ferrari 512 S Scuderia FilipinettiGruppo 5 (Sport 5000 cc)
15 Herbert Müller
Mike Parkes
Ferrari 512 S Scuderia FilipinettiGruppo 5 (Sport 5000 cc)
16 Corrado Manfredini
Gianpiero Moretti
Ferrari 512 S Scuderia FilipinettiGruppo 5 (Sport 5000 cc)
17 Robin Ormes
David Prophet
Lola T70 Mk3B Grand Bahama Racing TeamGruppo 5 (Sport 5000 cc)
18 Richard Attwood*
Chris Craft*
Gijs van Lennep
David Piper
Porsche 917 K David Piper AutoraceGruppo 5 (Sport 5000 cc)
20 Brian Redman
Jo Siffert
Porsche 917 K J. W. Automotive Engineering Ltd.Gruppo 5 (Sport 5000 cc)
21Finlandia Leo Kinnunen
Pedro Rodriguez
Porsche 917 K J. W. Automotive Engineering Ltd.Gruppo 5 (Sport 5000 cc)
22 Mike Hailwood
David Hoobs
Porsche 917 K J. W. Automotive Engineering Ltd.Gruppo 5 (Sport 5000 cc)
23 Kurt Ahrens, Jr.*
Richard Attwood
Vic Elford*
Hans Herrmann
Rudi Lins*
Porsche 917 K Porsche Konstruktionen K.G.Gruppo 5 (Sport 5000 cc)
24 Kurt Ahrens, Jr.
Richard Attwood
Vic Elford
Hans Herrmann
Dieter Spoerry
Rico Steinemann
Porsche 917 K Porsche Konstruktionen K.G. Gruppo 5 (Sport 5000 cc)
25 Kurt Ahrens, Jr.
Vic Elford
Rico Steinemann*
Porsche 917 LH Porsche Konstruktionen K.G.Gruppo 5 (Sport 5000 cc)
27 Hans-Dieter Dechent*
Rudi Lins
Helmut Marko
Porsche 908/2 LH Martini International Racing TeamGruppo 6 (Prototipi 3000 cc)
28 Hans-Dieter Dechent*
André de Cortanze
Gerhard Koch*
Gérard Larrousse*
Rudi Lins
Dieter Spoerry
Porche 908/2 Martini International Racing Team Gruppo 6 (Prototipi 3000 cc)
29 Mike Hailwood**
Herbert Linge
Steve McQueen*
Rob Slotemaker*
Jackie Stewart*
Jonathan Williams
Porsche 908/2 Solar Productions Inc.Gruppo 6 (Prototipi 3000 cc)
30 Jack Brabham*
Patrick Depailler
Jean-Pierre Jabouille
Tim Schenken*
Johnny Servoz-Gavin*
Matra-Simca MS650 Equipe Matra ElfGruppo 6 (Prototipi 3000 cc)
31 Jean-Pierre Beltoise
Henri Pescarolo
Tim Schenken*
Matra-Simca MS660 Equipe Matra ElfGruppo 6 (Prototipi 3000 cc)
32 Jack Brabham
François Cevert
Tim Schenken*
Matra-Simca MS650 Equipe Matra ElfGruppo 6 (Prototipi 3000 cc)
34 Roger Enever
John Harris
Andrew Hedges
Healey SR XR37 Donald Healey Motor Company Gruppo 6 (Prototipi 3000 cc)
35 Nanni Galli
Rolf Stommelen
Alfa Romeo T33/3 AutodeltaGruppo 6 (Prototipi 3000 cc)
36 Andrea de Adamich
Piers Courage
Alfa Romeo T33/3 AutodeltaGruppo 6 (Prototipi 3000 cc)
37 Masten Gregory
Toine Hezemans
Alfa Romeo T33/3 AutodeltaGruppo 6 (Prototipi 3000 cc)
38 Carlo Facetti
Teodoro Zeccoli
Alfa Romeo T33/3 AutodeltaGruppo 6 (Prototipi 3000 cc)
39 Tony Adamowicz
Sam Posey
Ferrari 312 P Coupé North American Racing TeamGruppo 6 (Prototipi 3000 cc)
40 Claude Ballot-Léna
Guy Chasseuil
Porsche 914/6 GT Etablissement SonautoGruppi 3/4 (Gran Turismo 2000 cc)
41 Bernard Chenevière*
Sylvain Garant
Jean Mésange
Porsche 911 S Wicky Racing TeamGruppi 3/4 (Gran Turismo 2500 cc)
42 Sylvain Garant
Jean-Pierre Hanrioud*
Guy Verrier
Porsche 911 T Wicky Racing TeamGruppi 3/4 (Gran Turismo 2000 cc)
43 Willy Braillard
Bernard Chenevière*
Jean-Pierre Gaban
Sylvain Garant**
Jean Mésange**
Porsche 911 S Jean-Pierre GabanGruppi 3/4 (Gran Turismo 2500 cc)
44 Clive Baker
Digby Martland
Chevron B16 Chevron Racing TeamGruppo 6 (Prototipi 2000 cc)
45 Claude Laurent
Jacques Marché
Porsche 911 S Claude LaurentGruppi 3/4 (Gran Turismo 2500 cc)
46 Ernst Kraus
Christian Poirot
Porsche 910 Christian PoirotGruppo 5 (Sport 2000 cc)
47 Nicolas Koob
Erwin Kremer
Porsche 911 S Ecurie LuxembourgGruppi 3/4 (Gran Turismo 2500 cc)
48 Yves Deprez
Julien Vernaeve
Chevron B16 Levi's International Racing TeamGruppo 6 (Prototipi 2000 cc)
49 John Hine
Ian Skailes
Chevron B16 Chevron Racing TeamGruppo 6 (Prototipi 2000 cc)
50 Jean-Claude Andruet
Guy Ligier
Ligier JS1 Automobiles LigierGruppo 6 (Prototipi 2000 cc)
57 Tony Adamowicz
Chuck Parsons
Ferrari 312 P Coupé North American Racing TeamGruppo 6 (Prototipi 3000 cc)
59 Jean Égreteaud
Jean Mésange
Guy Rolland*
Raymond Touroul*
Porsche 911 ST Jean ÉgreteaudGruppi 3/4 (Gran Turismo 2500 cc)
60 Willy Meier
Daniël Rouveyran
Porsche 910 Guy VerrierGruppo 5 (Sport 2000 cc)
61 Mario Cabral*
Jean-Pierre Hanrioud
Daniël Rouveyran*
André Wicky
Porsche 907 Wicky Racing TeamGruppo 6 (Prototipi 2500 cc)
62 Pierre Mauroy
René Mazzia
Porsche 911 ST René MazziaGruppi 3/4 (Gran Turismo 2500 cc)
63 Edgar Berney*
Bernard Chenevière
André Guilhaudin*
Jacques Rey
Porsche 911 S Rey RacingGruppi 3/4 (Gran Turismo 2500 cc)
64 Edgar Berney*
Arthur Blank**
Pierre Greub
Claude Haldi**
Jacques Rey**
Jean Sage
Porsche 911 S Claude HaldiGruppi 3/4 (Gran Turismo 2000 cc)
65 Arthur Blank
Claude Haldi
Porsche 911 S Hart Ski Racing TeamGruppi 3/4 (Gran Turismo 2500 cc)
66 Jean-Claude Lagniez
Michel Nourry**
Claude Swietlik
Raymond Touroul**
Porsche 911 S Raymond TouroulGruppi 3/4 (Gran Turismo 2000 cc)
67 Jacky Dechaumel
Jean-Claude Parot
Porsche 911 S Jacky DechaumelGruppi 3/4 (Gran Turismo 2000 cc)
68 Erwin Barnes
Roy Johnson
Yves Martin*
Chevron B8 Roy JohnsonGruppo 5 (Sport 2000 cc)

Numero di equipaggi iscritti all’evento: 57

Sulla base delle 96 richieste di iscrizione, vengono selezionate dall’ACO solamente 62 auto. Di queste, sono solo 57 le vetture che si presentano alle verifiche tecniche.


Circuito

Ubicazione: Le Mans (  Francia)
Lunghezza del tracciato: 13.469 km
Tipo di circuito: semipermanente
Senso di percorrenza: orario
Numero di curve: 19 (5 a sinistra, 14 a destra)
Circuit Le Mans Sarthe (1968-1971)

Programma

Qualifiche

Data Orario Durata
Mercoledì 10 Giugno 1970 18:00 5 ore
Giovedì 11 Giugno 1970 18:00 4 ore

Gara 

Data Orario Durata
Sabato 13 Giugno 1970 16:00 24 ore

Cronaca

Gara

Interrompendo una tradizione che durava addirittura dal 1925,
la celebre partenza in stile Le Mans, caratterizzata dalla corsa dei piloti da un lato all’altro del rettilineo dei box per raggiungere le vetture schierate a lisca di pesce lungo il muretto della pit lane, viene profondamente rivista per comprovati motivi di sicurezza.
Durante le battute iniziali dell’edizione del 1968, Willy Mairesse, nel vano tentativo di serrare la portiera della sua Ford GT40 rimasta socchiusa nel corso del concitate operazioni di partenza, perse infatti il controllo dell’auto lungo il rettilineo dell’Hunaudières, schiantandosi a forte velocità contro le reti di protezione ai margini della pista. In seguito all’incidente, il pilota belga rimase in coma per circa due settimane, terminando anzitempo la sua promettente carriera a causa dei traumi e delle fratture riportate nell’impatto. Vittima di una forte depressione, Mairesse decise appena pochi mesi più tardi di togliersi la vita, suicidandosi il 2 Settembre 1969 durante un soggiorno in una camera d’albergo nella città di Ostenda.
Sensibilizzati dall’accaduto e spinti dalle forti pressioni di alcuni piloti, tra cui il vicecampione del mondo di Formula 1 in carica, nonché vincitore della 24 Ore di Le Mans 1969, Jacky Ickx, i vertici dell’Automobile Club de l’Ouest decidono quindi di modificare la procedura di partenza. Senza cambiare la disposizione delle auto, che rimangono allineate a spina di pesce e a motore spento lungo il muretto della corsia box, viene dato modo ai piloti di sistemarsi in modo ottimale all’interno degli abitacoli delle vetture, in modo da garantire che fin dai primi metri della corsa tutti i partecipanti stiano guidando con le cinture di sicurezza ben allacciate e le portiere chiuse.

1^ Ora (Sabato 13 Giugno 16:00-17:00)

Dopo alcuni istanti di surreale silenzio e di trepidante attesa, Ferry Porsche, chiamato a recitare il ruolo di mossiere durante la cerimonia di partenza, sventola il tricolore francese, dando così ufficialmente inizio alla 38^ edizione della 24 Heures du Mans.
Una volta accesi i motori, le auto impiegano appena una manciata di secondi per fiondarsi in direzione della Dunlop Curve, dove a transitare per prime sono la Porsche 917 LH numero 25 di Vic Elford e la Porsche 917K numero 20 di Jo Siffert.
Lo svizzero, abile nel sorprendere Nino Vaccarella alla partenza, tenta subito l’attacco anche nei confronti di Elford, superandolo di slancio e tentando addirittura l’allungo.
Traendo beneficio della configurazione aerodinamica a coda lunga della sua 917, sul rettilineo dell’Hunaudières Elford si riprende tuttavia senza grosse difficoltà il comando della corsa, mantenendolo con autorevolezza fino alla chiusura del primo giro.
Alle spalle della 917 LH della Porsche Konstruktionen K.G., già distanziati di alcuni secondi, i due alfieri della J. W. Automotive Engineering Ltd. Siffert e Rodriguez transitano sul rettilineo dei box separati tra loro da appena una manciata di metri, mentre la prima delle Ferrari è quella di Arturo Merzario, quarto davanti al compagno di squadra Vaccarella.
Decisamente a suo agio al volante della 512 S numero 8, Merzario non impiega comunque molto tempo per ricucire il distacco nei confronti di Pedro Rodriguez. Poco dopo averlo superato, il pilota lombardo si vede tuttavia costretto a rientrare ai box a causa di una foratura, scivolando così in tredicesima posizione.
Il primo vero colpo di scena della corsa si registra in ogni caso al termine del quinto giro, quando Toine Hezemans riesce a malapena a raggiungere la pit lane con il motore della sua Alfa Romeo T33/3 ormai irrimediabilmente danneggiato da una pietra infilatasi accidentalmente nei condotti dell’iniezione.
Quello del forte pilota olandese è il primo ritiro della gara, a cui segue pochi minuti più tardi quello di Nino Vaccarella, appiedato dal cedimento del V12 della sua Ferrari. La casa di Maranello perde così dopo appena sette giri una delle vetture di punta.
Intorno al quindicesimo giro, le vetture di testa cominciano ad affollare la corsia dei box per effettuare il primo rifornimento di carburante della gara. Le posizioni di vertice sono tuttavia per il momento piuttosto definite: Vic Elford mantiene saldamente la testa della corsa, seguito dalle tre Porsche 917K del
J.W. Automotive Engineering Ltd., mentre le Ferrari 512 S ufficiali superstiti occupano rispettivamente la sesta, l’ottava e la decima posizione. Nella graduatoria delle vetture di Gruppo 6 il primato spetta invece momentaneamente alla Matra-Simca MS650 numero 32, undicesima assoluta davanti all’Alfa Romeo T33/3 numero 36 guidata da Piers Courage.

2^ Ora (Sabato 13 Giugno 17:00-18:00)

Dopo aver ricucito il distacco accumulato in precedenza inanellando una serie di giri veloci, nonostante i ripetuti tentativi di attacco, Jo Siffert non riesce a trovare l’occasione giusta per concretizzare il sorpasso a Vic Elford, mantenendosi comunque a stretto contatto del rivale. In occasione della seconda sosta ai box per il rifornimento di carburante, durante la quale viene messo in atto anche il primo cambio di pilota, grazie al veloce ed efficace lavoro dei meccanici della J.W. Automotive Engineering Ltd., la Porsche 917 K numero 20 può tuttavia finalmente sopravanzare la vettura della Porsche Konstruktionen K.G.: Brian Redman si ritrova così al comando della corsa con un margine di circa una decina di secondi su Kurt Ahrens, Jr.. Clay Regazzoni, subentrato a Merzario, è invece terzo, mentre Mike Hailwood occupa la quarta piazza davanti alla Ferrari di Peter Schetty e alla Porsche 917 K della David Piper Autorace.
Si segnala al tempo stesso anche l’illustre ritiro di uno degli equipaggi favoriti per il successo finale: a causa della rottura della ventola di raffreddamento del motore, la Porsche 917 K numero 21 appieda infatti Pedro Rodriguez in prossimità della curva di Arnage.
Sfortunatamente per i piloti impegnati lungo la pista, una pioggia leggera, del tutto simile a quella caduta già alcune ore prima del via, si abbatte su buona parte del tracciato rendendolo molto scivoloso ed estremamente insidioso. Numerosi sono i testa coda e le divagazioni nelle vie di fuga ma, per fortuna, non si registrano né incidenti né episodi particolarmente rilevanti. 

3^ Ora (Sabato 13 Giugno 18:00-19:00)

Senza prendersi grossi rischi, ma mantenendo comunque un passo veloce e costante, Brian Redman incrementa giro dopo giro il suo vantaggio sugli inseguitori. Tra questi, Kurt Ahrens, Jr. riesce tuttavia a difendersi in maniera molto efficace, contenendo dapprima il distacco nei confronti del rivale, e successivamente approfittando di una sosta ai box non programmata di quest’ultimo per portare nuovamente in testa alla corsa la 917 LH della Porsche Konstruktionen K.G..
Escludendo l’avvicendamento al vertice, la corsa procede senza particolari colpi di scena fino alle 18:35, quando in un modo tanto rocambolesco quanto incredibile, l’armata Ferrari perde in un colpo solo ben quattro delle sue 512 S.
In scia alla Porsche 917 LH guidata da Gérard Larrousse, la Ferrari numero 14 di Reine Wisell viene colpita sul parabrezza da un getto d’olio proveniente proprio dal retrotreno della vettura del Martini International Racing Team. Il pilota svedese, limitato nella visuale frontale, si ritrova così a guidare prendendo come riferimento il guard rail che costeggia il rettilineo dell’Hunaudières. Pochi istanti più tardi, in prossimità di Maison Blanche, l’Alfa Romeo di Andrea De Adamich cambia in maniera improvvisa la sua traiettoria per poter superare una vettura più lenta, cogliendo di sorpresa l’alfiere della Scuderia Filippinetti, che trovatosi di fronte la vettura dell’Autodelta, si vede costretto a frenare di colpo per non tamponarla. La manovra di emergenza di Wisell, che in un primo momento si rivela efficace, si dimostra purtroppo nel complesso disastrosa: Clay Regazzoni, che viaggia a pochi metri di distanza dalla vettura dello svedese, non riesce infatti a frenare per tempo, tradito dalla scarsa aderenza dei suoi pneumatici slick sul fondo stradale reso viscido dalla pioggia. L’impatto è inevitabile e dietro di loro, Mike Parkes, compagno di squadra di Reine Wisell, non ha via di scampo, finendo a suo volta coinvolto nell’incidente. In seguito all’urto, la vettura numero 15 della Scuderia Filippinetti viene rapidamente avvolta dalle fiamme, lasciando appena il tempo al pilota inglese di mettersi in salvo.
Più fortunato è invece Derek Bell, che compiendo un vero e proprio miracolo, riesce ad evitare i rottami delle tre vetture incidentate proseguendo la corsa, seppur per un solo giro. Eccessivamente stressato da un fuorigiri in scalata effettuato da Bell proprio durante la manovra di emergenza pochi minuti prima, il 12 cilindri della Ferrari numero 7 esala infatti l’ultimo respiro lungo il rettilineo dell’Hunaudières dopo aver percorso appena 39 giri della corsa. Con addirittura cinque vetture, tra cui ben tre delle quattro auto del team ufficiale, tagliate fuori dai giochi dopo poco più di due ore di gara, lo squadrone Ferrari appare quindi in evidente difficoltà.

4^ Ora (Sabato 13 Giugno 19:00-20:00)

Con l’aumento dell’intensità della pioggia, tutti i concorrenti si vedono costretti a rientrare ai box per montare ruote con pneumatici da bagnato. Sfruttando l’occasione, e traendo beneficio dalla bravura dei meccanici della J.W. Automotive Engineering Ltd., Brian Redman riesce a riportarsi nuovamente al comando della corsa ai danni di Kurt Ahrens, Jr..
Nelle posizioni di rincalzo, dopo un promettente avvio di gara e dopo aver lottato costantemente per le posizioni di vertice tra i Prototipi della classe maggiore del Gruppo 6, le tre Matra-Simca cominciano ad accusare evidenti problemi ai motori, lasciandosi alle loro spalle una densa nuvola di fumo azzurrognolo, sintomo inequivocabile di un eccessivo consumo di olio.
Parlando sempre di un’altra delle auto protagoniste nella lotta per le prime posizioni della classifica del Gruppo 6, non si può naturalmente non chiamare in causa l’Alfa Romeo T33/3 numero 38 con cui Carlo Facetti è autore di un testacoda con conseguente impatto contro il guard rail percorrendo la Dunlop Curve verso le ore 19:15. Accortosi di aver riportato dei danni a due ruote, data la vicinanza della pit lane, il pilota di Cormano decide senza pensarci due volte di abbandonare la sua vettura ai margini del tracciato, incamminandosi verso i box dell’Autodelta per prendere delle ruote di ricambio con le quali lui stesso avrebbe sostituito quelle danneggiate in precedenza durante l’impatto con le barriere.
Senza probabilmente rendersene conto Facetti lascia così la sua auto in una posizione piuttosto pericolosa: una mossa che si rivela disastrosa. A causa della ridotta visibilità dovuta alla pioggia e alle scie di acqua sollevate dalle vetture in transito, la T33/3 numero 38 ferma ai margini del tracciato non è infatti ben visibile alle auto che percorrono la Dunlop Curve ritrovandosi al tempo stesso non molto lontana dalla traiettoria ideale di percorrenza della curva. A pagare il conto di questo sfortunato concatenarsi di circostanze sfavorevoli è Mike Hailwood, che dopo aver perso per qualche istante il controllo della sua Porsche 917 K, probabilmente a causa dell’incompatibilità dei suoi pneumatici slick con il fondo umido e scivoloso, non può fare nulla per evitare l’impatto tra le due vetture. Ormai danneggiate irrimediabilmente dallo scontro, entrambe le auto sono mestamente costrette al ritiro: a questo punto, la J.W. Automotive Engineering Ltd., definita da molti come la scuderia favorita per il successo finale della 38^ 24 Heures du Mans, si ritrova di fatto ad affidare tutte le sue speranze di vittoria nell’unica vettura sponsorizzata dalla Gulf Oil rimasta in gara, la numero 20 di Brian Redman e Jo Siffert, leader della classifica assoluta della corsa ma tallonata dalla velocissima Porsche 917 LH recante le insegne della Porsche Konstruktionen K.G..
La quarta ora di gara si rivela fatale anche per la Chevrolet Corvette dell’Ecurie Léopard, costretta al ritiro dopo essere stata incidentata da Jacques Bourdon nella zona delle Esses: la veloce chicane interposta tra la Dunlop Curve e Tertre Rouge.

5^ Ora (Sabato 13 Giugno 20:00-21:00)

Mantenendo un ritmo molto elevato, Redman e Siffert riescono poco per volta a consolidare il loro margine su Ahrens, Jr. ed Elford, arrivando addirittura ad avere un giro di vantaggio nei loro confronti. Allo scoccare della quinta ora di gara, il dominio Porsche è pressoché assoluto: nelle prime cinque posizioni della classifica generale trovano infatti posto ben tre 917 K e due 917 LH, mentre la migliore delle Ferrari è la 512 S di Jacky Ickx e Peter Schetty che occupa la sesta piazza.
Proprio l’ultima vettura ufficiale del Cavallino Rampante rimasta in gara si rende tuttavia protagonista ad inizio della serata di una incoraggiante rimonta, recuperando buona parte del terreno precedentemente perso durante una lunga sosta ai box resasi necessaria per la sostituzione delle pastiglie frenanti.
Proseguono invece i guai per le Matra-Simca, i cui motori appaiono con il passare dei chilometri sempre più fiacchi e bisognosi di continui rabbocchi d’olio. Come se ciò non bastasse, la MS650 numero 30 si vede inoltre protagonista di un incidente contro un guard rail. L’imprevisto costa all’equipaggio interamente francese composto da Patrick Depailler e Jean-Pierre Jabouille una sosta ai box di quasi mezz’ora, necessaria per riparare i danni riportati dalla carrozzeria e per controllare l’integrità dei principali organi meccanici.

6^ Ora (Sabato 13 Giugno 21:00-22:00)

La sesta ora della corsa vede protagonista, sia nel bene che nel male, la Ferrari. Mentre Jacky Ickx e Peter Schetty sfruttano al massimo le difficili condizioni climatiche per risalire con la loro 512 S ufficiale fino alla terza posizione; la vettura del Gelo Racing Team viene definitivamente ritirata dalla gara in seguito alle lamentele di Helmut Kelleners e Georg Loos, secondo i quali l’auto è pressoché inguidabile. Tali affermazioni sembrerebbero in ogni caso trovare una valida giustificazione dal punto di vista tecnico. Precedentemente incidentata da Loos contro un guard rail in seguito al disperato tentativo del tedesco di evitare una vettura finita in testacoda che gli si era parata davanti, la 512 S numero 10 era stata infatti oggetto di una lunga riparazione all’interno del box, in occasione della quale il cofano anteriore, rimasto irreparabilmente danneggiato nell’incidente, era stato sostituito con uno dei cofani di ricambio del team ufficiale della casa di Maranello. L’incompatibilità dal punto di vista aerodinamico tra la carrozzeria a coda corta della 512 S del team tedesco e il cofano anteriore costruito per le auto ufficiali dotate di coda lunga fornirebbe dunque una spiegazione coerente per i problemi di guida riscontrati sia da Kelleners che da Loos nei primi giri di pista percorsi dalla vettura dopo la riparazione.
Un guasto alla trasmissione causa invece un’interminabile sosta ai box, destinata a durare circa 90 minuti, per la Ferrari numero 16 di Corrado Manfredini e Gianpiero Moretti, sulla quale viene operata la sostituzione del cambio.
Nelle posizioni di testa, escludendo la già citata rimonta della Ferrari di Ickx e Schetty, non si registrano movimenti particolari. La Porsche 917 K di Redman e Siffert continua a dettare il ritmo al comando della corsa, portando il suo vantaggio nei confronti della 917 LH numero 25 della Porsche Konstruktionen K.G. addirittura a tre giri. In quarta posizione alle spalle della Ferrari 512 S numero 5 trova posto la Porsche 917 LH del Martini International Racing Team, seguita dalle 917 K di Piper/van Lennep e Attwood/Herrmann.

7^ Ora (Sabato 13 Giugno 22:00-23:00)

Poco dopo le 22:00 David Piper paga a caro prezzo un testacoda alla Dunlop Curve, costringendo i meccanici della sua squadra ad un lungo intervento di quasi un quarto d’ora resosi necessario per riparare gli ingenti danni subiti dall’avantreno della Porsche 917 K numero 18.
Tra gli Sport Prototipi della classe fino a 3000 cc, dopo una lunga agonia abbandonano la corsa entrambe le Matra-Simca MS650, sulle quali cedono definitivamente le fasce elastiche dei pistoni, mentre Piers Courage incappa in un testa coda percorrendo le Esses, compromettendo l’integrità del cofano motore della sua Alfa. Il pilota inglese, in quel momento nono assoluto e terzo di classe, riesce comunque a proseguire la gara, perdendo tuttavia più di quindici minuti ai box dell’Autodelta per il ripristino della vettura.

8^ Ora (Sabato 13 Giugno 23:00-24:00)

Con l’infittirsi della pioggia e la scarsa visibilità dovuta al buio della notte e alle scie d’acqua sollevate dalle auto, le condizioni che si trovano costretti ad affrontare i piloti si fanno sempre più difficili e impegnative.
Vic Elford, la cui Porsche è ormai inesorabilmente sempre più lontana dalla testa della corsa, saldamente occupata dalla 917 K numero 20 della J.W. Automotive Engineering Ltd., rientra ai box lamentandosi riguardo il comportamento dinamico della sua auto. I tecnici e i meccanici della Porsche Konstruktionen K.G. non riscontrano tuttavia nulla di anomalo, imputando i problemi di guidabilità percepiti da Elford alla lenta perdita di pressione di uno pneumatico, che prontamente viene sostituito. La Porsche 917 LH numero 25 viene così rimandata in pista, scivolando però dalla seconda alla quinta posizione nella classifica assoluta.
A trarre beneficio del tempo perso dalla vettura a coda lunga della Porsche Konstruktionen K.G. sono naturalmente Brian Redman e Jo Siffert, la cui 917 K incrementa così la sua leadership incontrastata al comando della corsa, ritrovandosi con un margine di ben quattro giri sulla più pericolosa delle inseguitrici: la Ferrari 512 S di Jacky Ickx e Peter Schetty.

9^ Ora (Domenica 14 Giugno 00:00-01:00)

Pochi minuti dopo la mezzanotte, l’unica delle Lola presentatesi al via della gara, ovvero la T70 Mk3B del Racing Team V.D.S., è costretta ad abbandonare la corsa a causa di un problema alla frizione, che nell’arco di poco tempo provoca l’irreparabile rottura del cambio.
Curiosamente, nonostante la palese inferiorità nei confronti delle Sport di Gruppo 5 seguite a livello ufficiale da Porsche e Ferrari, per la vettura del team belga, contraddistinta dal numero di telaio SL76/146, quella del 1970 non sarà comunque l’ultima apparizione sul circuito della Sarthe.
Un altro ritiro illustre che priva la gara di una delle vetture protagoniste nella lotta per le prime posizioni è quello della Porsche 917 K dell’A.A.W. Racing Team, la cui fino a quel momento ottima prestazione si interrompe a causa degli ingenti danni riportati in seguito allo scoppio di uno pneumatico occorso a Gijs van Lennep percorrendo ad oltre 300 km/h il rettilineo dell’Hunaudières.

10^ Ora (Domenica 14 Giugno 01:00-02:00)

Pur avendo in precedenza confidato agli uomini della sua squadra di essere molto stanco a livello mentale, Jacky Ickx prosegue imperterrito il suo forcing disperato nel tentativo di recuperare terreno sulla Porsche 917 K numero 20 della J.W. Automotive Engineering Ltd.. All’incirca verso la una e mezza le due vetture di testa, pur separate tra loro da un distacco di diversi giri, si ricongiungono sul tracciato. All’ingresso della chicane Ford, a pochi metri dalla zona del traguardo, Ickx perde tuttavia il controllo della sua Ferrari 512 S, tradito da un guasto all’impianto frenante. Le conseguenze sono a dir poco catastrofiche: la vettura italiana travolge infatti due commissari di pista, e uno di essi, Jacques Argoud, muore praticamente sul colpo. Gli impatti contro un terrapieno prima e contro i guard rail poi, provocano inoltre un principio d’incendio sulla Ferrari numero 5, facendo temere il peggio per l’incolumità di Jacky Ickx. Fortunatamente però, il pilota belga riesce ad uscire praticamente illeso dall’abitacolo della sua auto.
A questo punto, prima ancora che la corsa arrivi al suo giro di boa, le quattro Ferrari 512 S ufficiali si sono tutte già ritirate, lasciando definitivamente via libera all’ancora ben popolato plotone delle Porsche 917 superstiti.

11^ Ora (Domenica 14 Giugno 02:00-03:00)

Nonostante il ritiro della Ferrari di Jacky Ickx e Peter Schetty, che indubbiamente era diventata l’avversaria più pericolosa al loro inseguimento, Brian Redman e Jo Siffert continuano senza sosta ad imprimere un ritmo piuttosto elevato nel tentativo di incrementare ulteriormente il loro distacco sui più diretti inseguitori.
La strategia si rivela però estremamente rischiosa e Jo Siffert, quando sono passate le ore 02:00 da appena pochi minuti, ne paga drammaticamente le conseguenze. A causa di un fuorigiri, il potente motore 12 cilindri boxer da 4907 cc della sua Porsche si danneggia infatti in modo irreparabile. Lo svizzero getta così alle ortiche le possibilità, che col passare del tempo stavano diventando sempre più concrete, di salire sul primo gradino del podio, mentre per la J.W. Automotive Engineering Ltd., partita alla volta della Sarthe con i favori del pronostico, la 38^ 24 Heures du Mans si trasforma in una disfatta.
Con il ritiro della 917 K numero 20, la testa della corsa viene quindi ereditata dalla vettura numero 23 della Porsche Konstruktionen K.G., protagonista fino a quel momento di una gara praticamente priva di sbavature. In seconda e terza posizione salgono invece le due Porsche 917 LH, con la numero 3 di Gérard Larrousse e Willy Kauhsen a precedere la numero 25 di Kurt Ahrens, Jr. e Vic Elford, mentre al quarto posto si colloca la 908/02 LH numero 27 degli austriaci Rudi Lins e Helmut Marko, primi nella classifica riservata agli Sport Prototipi del Gruppo 6.
Dopo essere risalita fino alla decima posizione, anche la Ferrari 512 S Spyder della Escuderia Montjuich si vede costretta al ritiro a causa di un incidente che danneggia irreparabilmente la carrozzeria e soprattutto la scatola del cambio. Delle undici Ferrari 512 S presentatesi sulla griglia di partenza, ne rimangono così in gara solamente tre.

12^ Ora (Domenica 14 Giugno 03:00-04:00)

Ormai molto attardata a causa del tempo perso in precedenza ai box per la sostituzione del cambio, la Ferrari 512 S numero 16 di Corrado Manfredini e Gianpiero Moretti, iscritta alla corsa sotto le insegne della Scuderia Picchio Rosso con il supporto della Scuderia Filippinetti, abbandona la gara a causa dei danni riportati in seguito ad un incidente nella zona di Tertre Rouge. Le residue speranze della casa del Cavallino Rampante di cogliere un piazzamento onorevole vengono così affidate alle ultime due Ferrari 512 S rimaste in gara: la numero 11 del North American Racing Team, sesta assoluta ma alle prese con problemi di trazione sull’asfalto sconnesso anche alle alte velocità, e la numero 12 della Ecurie Francorchamps, protagonista di una prestazione senza infamia e senza lode grazie alla quale occupa la settima piazza nella classifica generale.
All’atteso giro di boa della gara, dopo il ritiro di parecchi protagonisti, Richard Attwood e Hans Herrmann si ritrovano al comando con un margine di tre giri su Gérard Larrousse e Willy Kauhsen, che a loro volta precedono la Porsche 917 LH numero 25 di Kurt Ahrens, Jr. e Vic Elford. Rudi Lins e Helmut Marko sono invece quarti con la Porsche 908/02 LH del Martini International Racing Team, con la quale sono al tempo stesso al comando nella classifica riservata agli Sport Prototipi di Gruppo 6 davanti all’Alfa Romeo T33/3 di Nanni Galli e Rolf Stommelen, quinti assoluti.

13^ Ora (Domenica 14 Giugno 04:00-05:00)

Dopo una breve tregua, la pioggia torna a cadere copiosamente sul Circuit de la Sarthe, rendendo sempre più dura la corsa per gli equipaggi rimasti ancora in gara.
Nel frattempo, a causa di problemi di natura elettrica, la Porsche 917 LH numero 3 di Larrousse e Kauhsen si vede costretta a fermarsi ai box, scivolando dalla seconda alla quarta posizione.
Un guasto alla pompa della benzina, che costa una non preventivata sosta ai box di circa 18 minuti, a cui seguono due ulteriori passaggi in pit lane per la sostituzione del cofano motore e per la successiva verifica della corretta chiusura dei ganci di fissaggio, non modifica invece la posizione nella classifica assoluta della Ferrari 312 P Coupé di Tony Adamowicz e Chuck Parsons, che continua a navigare senza particolari acuti all’interno della top ten mantenendo l’ottava piazza.

14^ Ora (Domenica 14 Giugno 05:00-06:00)

Con l’avvicinarsi dell’alba, date le difficili condizioni meteorologiche che rendono parecchio insidioso il circuito, i 23 equipaggi rimasti in gara preferiscono non correre particolari rischi guidando con prudenza. Di conseguenza, non si segnalano particolari colpi di scena dovuti a incidenti o a cedimenti meccanici.

15^ Ora (Domenica 14 Giugno 06:00-07:00)

Rallentata in precedenza da alcuni problemi all’impianto elettrico, la Porsche 917 LH numero 3 di Gérard Larrousse e Willy Kauhsen inizia piano piano a recuperare terreno avvicinandosi alla 908/02 LH dei compagni di squadra Rudi Lins e Helmut Marko. Ciò nonostante, le posizioni della classifica generale rimangono per il momento congelate, e ad esclusione del ritiro della Porsche 910 di Willy Meier e Daniël Rouveyran, fanalino di coda tra le auto ancora in gara, non registrano avvenimenti degni di nota.

16^ Ora (Domenica 14 Giugno 07:00-08:00)

Ormai saldamente in seconda posizione alle spalle dell’altra vettura della Porsche Konstruktionen K.G., la Porsche 917 LH numero 25 rientra ai box con Kurt Ahrens, Jr. verso le ore 07:20 per effettuare il rifornimento di carburante e il cambio di pilota. Al suo rientro in pista la vettura, affidata a Vic Elford, si scontra però con una Porsche 911. Il pilota inglese si vede così costretto a tornare nuovamente ai box, perdendo circa tre minuti per consentire ai meccanici della sua squadra di riparare i danni alla carrozzeria riportati nella collisione. Malgrado questo imprevisto Vic Elford riesce in ogni caso a mantenere la seconda posizione, permettendo tuttavia alla vettura dei compagni di squadra Richard Attwood e Hans Herrmann di consolidare la propria leadership in testa alla corsa.

17^ Ora (Domenica 14 Giugno 08:00-09:00)

Il sogno della Porsche Konstruktionen K.G. di conquistare una memorabile doppietta alla 24 Ore di Le Mans si dissolve nel nulla verso le 08:35 quando Vic Elford rientra ai box lamentandosi per il malfunzionamento del 12 cilindri boxer da 4907 cc della sua Porsche 917 LH. Dopo un veloce controllo da parte dei meccanici, la squadra austriaca decide di ritirare immediatamente la vettura dalla corsa: una valvola di aspirazione si è infatti irrimediabilmente danneggiata e il motore non avrebbe senza alcun dubbio retto ancora per molti chilometri.
Sorprendentemente, traendo beneficio del ritiro di Ahrens, Jr. e Elford, la Porsche 908/02 LH di Rudi Lins e Helmut Marko si ritrova quindi in seconda posizione assoluta, mantenendo al tempo stesso senza alcuna difficoltà il primato tra gli Sport Prototipi del Gruppo 6. Nella sua stessa classe, l’Alfa Romeo T33/3 numero 35, fino a quel momento sesta assoluta nonché avversaria più pericolosa per la barchetta del Martini International Racing Team, viene squalificata per aver ricevuto una spinta da parte di un tecnico della Firestone durante una ripartenza dalla corsia dei box.

18^ Ora (Domenica 14 Giugno 09:00-10:00)

Con il passare dei minuti la pista continua lentamente ad asciugarsi. Buona parte dei concorrenti approfittano di conseguenza delle soste ai box previste sulle tabelle di marcia per i rifornimenti e/o per i cambi di pilota per sostituire anche gli pneumatici.
Tra questi, la Porsche 908/02 LH numero 27 si rende suo malgrado protagonista di un episodio curioso e simpatico: durante il cambio ruote, uno dei dadi di fissaggio rimane infatti bloccato, costringendo il più corpulento dei meccanici del Martini International Racing Team a saltare ripetutamente sulla chiave telescopica nel tentativo di svitarlo.
Risolto il problema, la piccola barchetta del team diretto da Hans-Dieter Dechent riesce comunque a rientrare in pista mantenendo la seconda posizione.
Nel frattempo, la cavalcata solitaria in testa alla corsa della 917 K numero 23 della Porsche Konstruktionen K.G. prosegue pressoché indisturbata.

19^ Ora (Domenica 14 Giugno 10:00-11:00)

Sfruttando l’asfalto sempre più asciutto, i piloti della Porsche 917 LH numero 3 perseverano con costanza nella loro rimonta, recuperando in media una decina di secondi a giro sulla 908/02 LH dei compagni di squadra Rudi Lins e Helmut Marko.
Alle loro spalle, entrambe le vetture del North American Racing Team evidenziano delle difficoltà ogniqualvolta si ritrovano a dover effettuare le ripartenze da fermo lungo la corsia dei box, uscendo dalla quale il motore della Ferrari 312 P Coupé di Tony Adamowicz e Chuck Parsons fatica sempre di più con il passare del tempo a mettere in moto tutti i suoi 12 cilindri. Malgrado questo inconveniente, la Gruppo 6 della casa di Maranello riesce ugualmente a proseguire la corsa, mentre altrettanto fortunata non è l’Alfa Romeo T33/3 di Piers Courage e Andrea de Adamich, che dopo aver sofferto per buona parte della mattinata di problemi di misfire, si vede costretta ad abbandonare definitivamente la corsa.
Al pari di quanto successo alla squadra ufficiale della Ferrari, anche per l’Autodelta la 38^ 24 Heures du Mans si trasforma così in una completa disfatta.

20^ Ora (Domenica 14 Giugno 11:00-12:00)

Dopo un lungo inseguimento, si concretizza in tarda mattinata il sorpasso della Porsche 917 LH numero 3 di Gérard Larrousse e Willy Kauhsen nei confronti della piccola 908/02 LH dei compagni di squadra Rudi Lins e Helmut Marko. La spettacolare 917 a coda lunga in livrea psichedelica recupera così al termine di una bella rimonta la seconda posizione nella classifica generale, persa durante le prime ore del mattino a causa di problemi elettrici.
Allo scoccare del mezzogiorno, nonostante manchino appena quattro ore al termine della corsa, la lotta per il successo finale potrebbe così riaprirsi coinvolgendo proprio la vettura di punta del Martini International Racing Team. Al comando della gara la Porsche 917 K numero 23 di Richard Attwood e Hans Herrmann gode infatti di un vantaggio di cinque giri, troppo pochi per poter pensare che il discorso per la vittoria sia già chiuso.
Alle spalle dell’ormai imprendibile trio di Porsche, le due Ferrari 512 S superstiti e la 312 P Coupé del North American Racing Team hanno ormai nel mirino un solo obbiettivo: terminare la corsa.

21^ Ora (Domenica 14 Giugno 12:00-13:00)

Poco dopo mezzogiorno la pioggia torna a cadere in maniera copiosa sul Circuit de la Sarthe. In condizioni di aderenza precaria, avvantaggiata dalla minor potenza del suo motore 8 cilindri boxer da 3000 cc, la Porsche 908/02 LH numero 27 guidata da Rudi Lins riesce nell’arco di pochi minuti a raggiungere e a superare la 917 LH numero 3, riappropriandosi così della seconda posizione assoluta.
Sfortunatamente però, il pilota austriaco vede vanificare tutti i suoi sforzi una volta rientrato ai box, dove nel tentativo di sostituire le ruote con pneumatici intermedi con quelle dotate di gomme da bagnato, i meccanici del Martini International Racing Team si scontrano nuovamente con uno dei dadi di fissaggio delle ruote che proprio non ne vuol sapere di svitarsi. Per evitare di perdere ulteriore tempo, Lins decide quindi di proseguire la corsa con pneumatici intermedi, facendo tuttavia i conti con i loro limiti in condizioni di pioggia intensa e gettando così alle ortiche tutte le possibilità di mantenere il secondo posto, ma soprattutto di provare a recuperare terreno nei confronti della Porsche 917 K in testa alla corsa.

22^ Ora (Domenica 14 Giugno 13:00-14:00)

Alcuni minuti dopo aver spinto buona parte delle vetture ancora in gara a rientrare ai box per montare pneumatici da bagnato, il meteo decide di concedere una nuova tregua ai concorrenti: le nuvole cariche di pioggia abbandonano rapidamente il circuito, lasciando spazio persino a qualche raggio di sole.
Per i meccanici lungo la pit lane è tempo di sostituire nuovamente le ruote sulle auto delle loro squadre, con la speranza che le condizioni meteorologiche rimangano stabili finché non verrà sventolata la bandiera a scacchi.
Nonostante tutto, la classifica generale non subisce particolari scossoni. L’unica vettura che perde posizioni durante la ventiduesima ora di gara è infatti la Ferrari 312 P Coupé di Tony Adamowicz e Chuck Parsons, costretta ad una lunga sosta ai box di circa tre quarti d’ora, durante la quale i meccanici intervengono per capire come risolvere i problemi di accensione che ormai perdurano da diverse ore. L’equipaggio statunitense, che precedentemente era arrivato ad occupare stabilmente la sesta posizione, scivola così al nono posto, rischiando al tempo stesso di veder vanificare tutti i suoi sforzi non riuscendo a percorrere la distanza minima, prevista dal regolamento per ciascun concorrente, stabilita in base all’indice di prestazione della vettura.

23^ Ora (Domenica 14 Giugno 14:00-15:00)

A poco più di 90 minuti dal termine della corsa, la Chevron B16 motorizzata Ford Cosworth di John Hine e Ian Skailes, dopo essere rimasta l’unica auto appartenente alla classe degli Sport Prototipi di cilindrata fino a 2000 cc ancora in gara, molla definitivamente il colpo a causa del cedimento del motore.
Con l’uscita di scena della Chevron numero 49 rimangono di fatto solamente 17 vetture in pista, buona parte delle quali destinate a non riuscire a percorrere il target di distanza minima imposto dal regolamento dell’indice di prestazione.
Per quanto riguarda la classifica generale, con tre Porsche ad occupare saldamente le prime tre posizioni, salvo tragici imprevisti, dopo aver sfiorato la vittoria nell’edizione del 1969, al termine della quale la Porsche 908 Coupé di Hans Herrmann e Gérard Larrousse era risultata sconfitta dalla Ford GT40 di Jacky Ickx e Jackie Oliver per appena 120 metri, la casa di Stoccarda sembra ormai sempre più vicina alla tanto desiderata impresa di salire sul gradino più alto del podio alla 24 Ore di Le Mans, che concretizzandosi ripagherebbe senza dubbio gli enormi sacrifici economici fatti investendo nella progettazione e nella costruzione della 917.

24^ Ora (Domenica 14 Giugno 15:00-16:00)

Con le posizioni di vertice ormai congelate, l’ultimo colpo di scena della corsa lo regala la sfortunata Healey SR XR37 di Roger Enever e Andrew Hedges, bloccata lungo il circuito da un guasto all’iniezione causato da un malfunzionamento di una piccola resistenza a filo avvolto dal valore di pochi penny. Anche se tagliando il traguardo la vettura non sarebbe in ogni caso stata classificata, la delusione per il team inglese è piuttosto cocente: dopo aver lavorato duramente per riparare i danni subiti dal frontale della vettura, danneggiato ad inizio gara nello scontro con la Chevron B16 ufficiale guidata da Digby Martland, e aver addirittura smontato e ricostruito il cambio in pit lane in seguito alla rottura di un giunto, gli uomini della Donald Healey Motor Company avrebbero sicuramente meritato di assaporare la piccola gioia di vedere la loro auto transitare sotto la bandiera a scacchi.
Di ben altro umore rispetto ai membri della squadra britannica, tutto lo staff Porsche, una volta vista la bandiera a scacchi sventolare davanti al muso della 917 K numero 23, scioglie invece la tensione accumulata durante i giri finali della corsa iniziando i festeggiamenti per celebrare una vittoria tanto attesa quanto meritata.
Scattata dalla quindicesima posizione sullo schieramento di partenza, la 917 K di Richard Attwood e Hans Herrmann, che sulla carta non era sicuramente una delle vetture Sport di Gruppo 5 favorite nella lotta per il successo finale, centra un’impresa destinata a rimanere per sempre negli annali.
Oltre a conquistare il successo assoluto e a monopolizzare il podio, il dominio Porsche è tuttavia così schiacciante da non lasciare nemmeno le briciole agli avversari. Sulle sette vetture classificate, ben cinque sfoggiano infatti sul cofano il marchio della casa di Stoccarda, e tra queste, la 908/02 LH del Martini International Racing Team, la 914/6 GT della Etablissement Sonauto e la 911 della Ecurie Luxembourg si portano a casa la vittoria nella rispettiva classe.
A completare la torta con la cosiddetta ciliegina, ci pensano infine il successo nella classifica dell’indice di rendimento energetico della 917 LH di Gérard Larrousse e Willy Kauhsen e il primo posto conquistato nella graduatoria dell’indice di prestazione ottenuto dalla 908/02 LH di Rudi Lins e Helmut Marko.
Nella storia dell’automobilismo sportivo si apre così un nuovo capitolo, al quale Porsche aggiungerà già dodici mesi più tardi un’altra pagina avvincente ed entusiasmante destinata a rimanere impressa in maniera indelebile nei ricordi degli Appassionati.


Risultati

Qualifiche

 PilotaAuto
Team/ConcorrenteClasse Tempo
Kurt Ahrens, Jr.25 Porsche 917 LH Porsche Konstruktionen K.G.Gruppo 5 (Sport 5000 cc)3:19.8
Nino Vaccarella6 Ferrari 512 S S.E.F.A.C. FerrariGruppo 5 (Sport 5000 cc)3:20.0
Jo Siffert20 Porsche 917 K J. W. Automotive Engineering Ltd.Gruppo 5 (Sport 5000 cc)3:21.1
Arturo Merzario8 Ferrari 512 S S.E.F.A.C. FerrariGruppo 5 (Sport 5000 cc)3:21.3
Pedro Rodriguez21 Porsche 917 K J. W. Automotive Engineering Ltd.Gruppo 5 (Sport 5000 cc)3:21.9
Jacky Ickx5 Ferrari 512 S S.E.F.A.C. FerrariGruppo 5 (Sport 5000 cc)3:23.1
Derek Bell7 Ferrari 512 S S.E.F.A.C. FerrariGruppo 5 (Sport 5000 cc)3:23.4
Mike Parkes15 Ferrari 512 S Scuderia FilipinettiGruppo 5 (Sport 5000 cc)3:25.4
Svezia Reine Wisell14 Ferrari 512 S Scuderia FilipinettiGruppo 5 (Sport 5000 cc)3:28.7
10° Mike Hailwood22 Porsche 917 K J. W. Automotive Engineering Ltd.Gruppo 5 (Sport 5000 cc)3:29.1
11° Gijs van Lennep 18 Porsche 917 K David Piper AutoraceGruppo 5 (Sport 5000 cc)3:29.4
12° Gérard Larrousse3 Porsche 917 LH Martini International Racing TeamGruppo 5 (Sport 5000 cc)3:30.8
13° Sam Posey11 Ferrari 512 S North American Racing TeamGruppo 5 (Sport 5000 cc)3:31.2
14° Richard Attwood24 Porsche 917 K Porsche Konstruktionen K.G. Gruppo 5 (Sport 5000 cc)3:31.5
15° Jack Brabham32 Matra-Simca MS650 Equipe Matra ElfGruppo 6 (Prototipi 3000 cc)3:32.2
16° Richard Attwood23 Porsche 917 K Porsche Konstruktionen K.G.Gruppo 5 (Sport 5000 cc)3:32.6
17° Gianpiero Moretti16 Ferrari 512 S Scuderia FilipinettiGruppo 5 (Sport 5000 cc)3:33.0
18° Nanni Galli35 Alfa Romeo T33/3 AutodeltaGruppo 6 (Prototipi 3000 cc)3:33.8
19° Helmut Kelleners10 Ferrari 512 S North American Racing TeamGruppo 5 (Sport 5000 cc)3:35.6
20° Andrea de Adamich36 Alfa Romeo T33/3 AutodeltaGruppo 6 (Prototipi 3000 cc)3:35.7
21° Jean-Pierre Jabouille30 Matra-Simca MS650 Equipe Matra ElfGruppo 6 (Prototipi 3000 cc)3:36.3
22° Jean-Pierre Beltoise31 Matra-Simca MS660 Equipe Matra ElfGruppo 6 (Prototipi 3000 cc)3:36.6
23° Helmut Marko 27 Porsche 908/2 LH Martini International Racing TeamGruppo 6 (Prototipi 3000 cc)3:38.9
24° Masten Gregory37 Alfa Romeo T33/3 AutodeltaGruppo 6 (Prototipi 3000 cc)3:39.0
25°Spagna José Juncadella9 Ferrari 512 S SpyderSpagna Escuderia MontjuichGruppo 5 (Sport 5000 cc)3:39.9
26° Hughes de Fierlant12 Ferrari 512 S Ecurie FrancorchampsGruppo 5 (Sport 5000 cc)3:40.4
27° Carlo Facetti38 Alfa Romeo T33/3 AutodeltaGruppo 6 (Prototipi 3000 cc)3:41.5
28° Teddy Pilette4 Lola T70 Mk3B Racing Team V.D.S.Gruppo 5 (Sport 5000 cc)3:46.5
29° Rudi Lins28 Porche 908/2 Martini International Racing Team Gruppo 6 (Prototipi 3000 cc)3:52.7
30° Tony Adamowicz57 Ferrari 312 P Coupé North American Racing TeamGruppo 6 (Prototipi 3000 cc)3:54.1
31° Tony Adamowicz39 Ferrari 312 P Coupé North American Racing TeamGruppo 6 (Prototipi 3000 cc)3:55.0
32° André Wicky61 Porsche 907 Wicky Racing TeamGruppo 6 (Prototipi 2500 cc)3:59.6
33° Jean-Claude Andruet50 Ligier JS1 Automobiles LigierGruppo 6 (Prototipi 2000 cc)4:03.4
34° Herbert Linge29 Porsche 908/2 Solar Productions Inc.Gruppo 6 (Prototipi 3000 cc)4:03.7
35° John Hine49 Chevron B16 Chevron Racing TeamGruppo 6 (Prototipi 2000 cc)4:03.8
36° Roger Enever34 Healey SR XR37 Donald Healey Motor Company Gruppo 6 (Prototipi 3000 cc)4:06.0
37° Jean-Claude Aubriet1 Chevrolet Corvette Ecurie LéopardGruppi 3/4 (Gran Turismo oltre 5000 cc)4:07.2
NQ David Prophet17 Lola T70 Mk3B Grand Bahama Racing TeamGruppo 5 (Sport 5000 cc)4:08.5
38° Henri Greder2 Chevrolet Corvette Greder RacingGruppi 3/4 (Gran Turismo oltre 5000 cc)4:10.5
39° Ernst Kraus46 Porsche 910 Christian PoirotGruppo 5 (Sport 2000 cc)4:14.9
40° Digby Martland44 Chevron B16 Chevron Racing TeamGruppo 6 (Prototipi 2000 cc)4:18.8
41° Daniël Rouveyran60 Porsche 910 Guy VerrierGruppo 5 (Sport 2000 cc)4:20.0
42° Claude Haldi65 Porsche 911 S Hart Ski Racing TeamGruppi 3/4 (Gran Turismo 2500 cc)4:22.0
43° Bernard Chenevière63 Porsche 911 S Rey RacingGruppi 3/4 (Gran Turismo 2500 cc)4:23.9
44° Yves Deprez48 Chevron B16 Levi's International Racing TeamGruppo 6 (Prototipi 2000 cc)4:24.2
NQ Erwin Barnes68 Chevron B8 Roy JohnsonGruppo 5 (Sport 2000 cc)4:27.4
45° Willy Braillard43 Porsche 911 S Jean-Pierre GabanGruppi 3/4 (Gran Turismo 2500 cc)4:29.3
46° Nicolas Koob47 Porsche 911 S Ecurie LuxembourgGruppi 3/4 (Gran Turismo 2500 cc)4:29.6
47° Jean Sage64 Porsche 911 S Claude HaldiGruppi 3/4 (Gran Turismo 2000 cc)4:29.6
48° Guy Chasseuil40 Porsche 914/6 GT Etablissement SonautoGruppi 3/4 (Gran Turismo 2000 cc)4:30.0
49° René Mazzia62 Porsche 911 ST René MazziaGruppi 3/4 (Gran Turismo 2500 cc)4:31.7
50° Jean-Claude Parot67 Porsche 911 S Jacky DechaumelGruppi 3/4 (Gran Turismo 2000 cc)4:35.0
51° Jean Égreteaud 59 Porsche 911 ST Jean ÉgreteaudGruppi 3/4 (Gran Turismo 2500 cc)4:35.5
52° Sylvain Garant41 Porsche 911 S Wicky Racing TeamGruppi 3/4 (Gran Turismo 2500 cc)4:35.5
53° Sylvain Garant42 Porsche 911 T Wicky Racing TeamGruppi 3/4 (Gran Turismo 2000 cc)4:36.5
54° Claude Swietlik 66 Porsche 911 S Raymond TouroulGruppi 3/4 (Gran Turismo 2000 cc)4:38.1
55° Jacques Marché45 Porsche 911 S Claude LaurentGruppi 3/4 (Gran Turismo 2500 cc)4:44.0

Gara

 EquipaggioAuto
Team/ConcorrenteClasse Distanza percorsa
Richard Attwood
Hans Herrmann
23 Porsche 917 K Porsche Konstruktionen K.G.Gruppo 5 (Sport 5000 cc)343 giri
4607,59 km
Gérard Larrousse
Willy Kauhsen
3 Porsche 917 LH Martini International Racing TeamGruppo 5 (Sport 5000 cc)338 giri
4541,73 km
Rudi Lins
Helmut Marko
27 Porsche 908/2 LH Martini International Racing TeamGruppo 6 (Prototipi 3000 cc)335 giri
4502,56 km
Ronnie Bucknum
Sam Posey
11 Ferrari 512 S North American Racing TeamGruppo 5 (Sport 5000 cc)313 giri
4209,40 km
Hughes de Fierlant
Alistair Walker
12 Ferrari 512 S Ecurie FrancorchampsGruppo 5 (Sport 5000 cc)305 giri
4103,32 km
NC Henri Greder
Jean-Pierre Rouget
2 Chevrolet Corvette Greder RacingGruppi 3/4 (Gran Turismo oltre 5000 cc)
Claude Ballot-Léna
Guy Chasseuil
40 Porsche 914/6 GT Etablissement SonautoGruppi 3/4 (Gran Turismo 2000 cc)285 giri
3834,07 km
Nicolas Koob
Erwin Kremer
47 Porsche 911 S Ecurie LuxembourgGruppi 3/4 (Gran Turismo 2500 cc)282 giri
3790,45 km
NC Herbert Linge
Jonathan Williams
29 Porsche 908/2 Solar Productions Inc.Gruppo 6 (Prototipi 3000 cc)
NC Tony Adamowicz
Chuck Parsons
57 Ferrari 312 P Coupé North American Racing TeamGruppo 6 (Prototipi 3000 cc)
NC Pierre Mauroy
René Mazzia
62 Porsche 911 ST René MazziaGruppi 3/4 (Gran Turismo 2500 cc)
NC Sylvain Garant
Guy Verrier
42 Porsche 911 T Wicky Racing TeamGruppi 3/4 (Gran Turismo 2000 cc)
NC Jacky Dechaumel
Jean-Claude Parot
67 Porsche 911 S Jacky DechaumelGruppi 3/4 (Gran Turismo 2000 cc)
NC Claude Laurent
Jacques Marché
45 Porsche 911 S Claude LaurentGruppi 3/4 (Gran Turismo 2500 cc)
NC Pierre Greub
Jean Sage
64 Porsche 911 S Claude HaldiGruppi 3/4 (Gran Turismo 2000 cc)
NC Jean-Claude Lagniez
Claude Swietlik
66 Porsche 911 S Raymond TouroulGruppi 3/4 (Gran Turismo 2000 cc)

Vincitori di classe

Classe EquipaggioAuto
Team/ConcorrentePiazzamento
Gruppo 6 (Prototipi 3000 cc)27 Rudi Lins
Helmut Marko
Porsche 908/2 LH Martini International Racing Team3° Assoluti
Gruppo 6 (Prototipi 2500 cc)Nessun equipaggio classificato
Gruppo 6 (Prototipi 2000 cc)Nessun equipaggio classificato
Gruppo 5 (Sport 5000 cc)23 Richard Attwood
Hans Herrmann
Porsche 917 K Porsche Konstruktionen K.G.1° Assoluti
Gruppo 5 (Sport 2000 cc)Nessun equipaggio classificato
Gruppi 3/4 (Gran Turismo oltre 5000 cc)Nessun equipaggio classificato
Gruppi 3/4 (Gran Turismo 2500 cc)47 Nicolas Koob
Erwin Kremer
Porsche 911 S Ecurie Luxembourg7° Assoluti
Gruppi 3/4 (Gran Turismo 2000 cc)40 Claude Ballot-Léna
Guy Chasseuil
Porsche 914/6 GT Etablissement Sonauto6° Assoluti

Ritiri

Giri percorsiEquipaggioAuto
Team/ConcorrenteClasse Causa
NP André de Cortanze
Dieter Spoerry
28 Porche 908/2 Martini International Racing Team Gruppo 6 (Prototipi 3000 cc)incidente durante le qualifiche
NP Dieter Spoerry
Rico Steinemann
24 Porsche 917 K Porsche Konstruktionen K.G. Gruppo 5 (Sport 5000 cc)abbandono
NP Tony Adamowicz
Sam Posey
39 Ferrari 312 P Coupé North American Racing TeamGruppo 6 (Prototipi 3000 cc)abbandono
NP Sylvain Garant
Jean Mésange
41 Porsche 911 S Wicky Racing TeamGruppi 3/4 (Gran Turismo 2500 cc)abbandono
5 Masten Gregory
Toine Hezemans
37 Alfa Romeo T33/3 AutodeltaGruppo 6 (Prototipi 3000 cc)motore
7 Ignazio Giunti
Nino Vaccarella
6 Ferrari 512 S S.E.F.A.C. FerrariGruppo 5 (Sport 5000 cc)motore
19 Yves Deprez
Julien Vernaeve
48 Chevron B16 Levi's International Racing TeamGruppo 6 (Prototipi 2000 cc)motore
22Finlandia Leo Kinnunen
Pedro Rodriguez
21 Porsche 917 K J. W. Automotive Engineering Ltd.Gruppo 5 (Sport 5000 cc)motore
36Svezia Jo Bonnier
Svezia Reine Wisell
14 Ferrari 512 S Scuderia FilipinettiGruppo 5 (Sport 5000 cc)incidente
37 Herbert Müller
Mike Parkes
15 Ferrari 512 S Scuderia FilipinettiGruppo 5 (Sport 5000 cc)incidente
37 Jean-Claude Aubriet
Jacques Bourdon
1 Chevrolet Corvette Ecurie LéopardGruppi 3/4 (Gran Turismo oltre 5000 cc)incidente
38 Arturo Merzario
Clay Regazzoni
8 Ferrari 512 S S.E.F.A.C. FerrariGruppo 5 (Sport 5000 cc)incidente
39 Derek Bell
Svezia Ronnie Peterson
7 Ferrari 512 S S.E.F.A.C. FerrariGruppo 5 (Sport 5000 cc)incidente
43 Carlo Facetti
Teodoro Zeccoli
38 Alfa Romeo T33/3 AutodeltaGruppo 6 (Prototipi 3000 cc)incidente
49 Mike Hailwood
David Hoobs
22 Porsche 917 K J. W. Automotive Engineering Ltd.Gruppo 5 (Sport 5000 cc)incidente
54 Helmut Kelleners
Georg Loos
10 Ferrari 512 S North American Racing TeamGruppo 5 (Sport 5000 cc)incidente
65 Jean-Claude Andruet
Guy Ligier
50 Ligier JS1 Automobiles LigierGruppo 6 (Prototipi 2000 cc)impianto elettrico
70 Patrick Depailler
Jean-Pierre Jabouille
30 Matra-Simca MS650 Equipe Matra ElfGruppo 6 (Prototipi 3000 cc)motore
70 Jean Égreteaud
Jean Mésange
59 Porsche 911 ST Jean ÉgreteaudGruppi 3/4 (Gran Turismo 2500 cc)motore
76 Jack Brabham
François Cevert
32 Matra-Simca MS650 Equipe Matra ElfGruppo 6 (Prototipi 3000 cc)motore
79 Jean-Pierre Beltoise
Henri Pescarolo
31 Matra-Simca MS660 Equipe Matra ElfGruppo 6 (Prototipi 3000 cc)motore
109 Gustave Gosselin
Teddy Pilette
4 Lola T70 Mk3B Racing Team V.D.S.Gruppo 5 (Sport 5000 cc)cambio
109 Willy Braillard
Jean-Pierre Gaban
43 Porsche 911 S Jean-Pierre GabanGruppi 3/4 (Gran Turismo 2500 cc)cambio
111 Corrado Manfredini
Gianpiero Moretti
16 Ferrari 512 S Scuderia FilipinettiGruppo 5 (Sport 5000 cc)trasmissione
112 Gijs van Lennep
David Piper
18 Porsche 917 K David Piper AutoraceGruppo 5 (Sport 5000 cc)foratura
120 Ernst Kraus
Christian Poirot
46 Porsche 910 Christian PoirotGruppo 5 (Sport 2000 cc)motore
124 Arthur Blank
Claude Haldi
65 Porsche 911 S Hart Ski Racing TeamGruppi 3/4 (Gran Turismo 2500 cc)cambio
128 Willy Meier
Daniël Rouveyran
60 Porsche 910 Guy VerrierGruppo 5 (Sport 2000 cc)freni
130Spagna Juan Fernandez
Spagna José Juncadella
9 Ferrari 512 S SpyderSpagna Escuderia MontjuichGruppo 5 (Sport 5000 cc)incidente
132 Bernard Chenevière
Jacques Rey
63 Porsche 911 S Rey RacingGruppi 3/4 (Gran Turismo 2500 cc)incidente
142 Jacky Ickx
Peter Schetty
5 Ferrari 512 S S.E.F.A.C. FerrariGruppo 5 (Sport 5000 cc)incidente
156 Brian Redman
Jo Siffert
20 Porsche 917 K J. W. Automotive Engineering Ltd.Gruppo 5 (Sport 5000 cc)motore
161 Jean-Pierre Hanrioud
André Wicky
61 Porsche 907 Wicky Racing TeamGruppo 6 (Prototipi 2500 cc)incidente
187 Clive Baker
Digby Martland
44 Chevron B16 Chevron Racing TeamGruppo 6 (Prototipi 2000 cc)motore
213 John Hine
Ian Skailes
49 Chevron B16 Chevron Racing TeamGruppo 6 (Prototipi 2000 cc)motore
220 Nanni Galli
Rolf Stommelen
35 Alfa Romeo T33/3 AutodeltaGruppo 6 (Prototipi 3000 cc)squalifica per assistenza lungo il tracciato
222 Andrea de Adamich
Piers Courage
36 Alfa Romeo T33/3 AutodeltaGruppo 6 (Prototipi 3000 cc)motore
225 Kurt Ahrens, Jr.
Vic Elford
25 Porsche 917 LH Porsche Konstruktionen K.G.Gruppo 5 (Sport 5000 cc)motore
264 Roger Enever
Andrew Hedges
34 Healey SR XR37 Donald Healey Motor Company Gruppo 6 (Prototipi 3000 cc)alimentazione

Indice di rendimento energetico

L’indice di rendimento energetico viene ottenuto dal rapporto tra il quantitativo di carburante consumato dall’auto durante la corsa e un coefficiente calcolato in funzione della massa della vettura (considerando tutti i serbatoi dei fluidi riempiti fino alla loro massima capacità) e della velocità media mantenuta dalla stessa durante le 24 ore di gara.

 EquipaggioAuto
Team/ConcorrenteClasse Consumo di carburante
[l/100km]
Velocità media
[km/h]
Massa vettura
[kg]
Punteggio
Gérard Larrousse
Willy Kauhsen
3 Porsche 917 LH Martini International Racing TeamGruppo 5 (Sport 5000 cc)38,64 189,2488560,89
Claude Ballot-Léna
Guy Chasseuil
40 Porsche 914/6 GT Etablissement SonautoGruppi 3/4 (Gran Turismo 2000 cc)24,99159,7619020,80
Rudi Lins
Helmut Marko
27 Porsche 908/2 LH Martini International Racing TeamGruppo 6 (Prototipi 3000 cc)34,09187,6166480,79
Richard Attwood
Hans Herrmann
23 Porsche 917 K Porsche Konstruktionen K.G.Gruppo 5 (Sport 5000 cc)45,21191,9928100,77
Nicolas Koob
Erwin Kremer
47 Porsche 911 S Ecurie LuxembourgGruppi 3/4 (Gran Turismo 2500 cc)29,71157,9439250,75

Indice di prestazione

L’indice di prestazione si ottiene dal rapporto D/T tra la distanza percorsa dall’auto durante le 24 ore di gara (D) e un valore di riferimento (T) calcolato in base alla cilindrata del motore secondo la seguente formula:
T=4400 x [(cilindrata-200)/(cilindrata+1500)].

Oltre a determinare la classifica finale dell’indice di prestazione, tale rapporto D/T viene tenuto sotto osservazione dagli organizzatori per ciascuna vettura anche nel corso della gara. In occasione di tali controlli periodici, ognuna delle auto in pista, per poter proseguire la corsa, non deve infatti mai ritrovarsi con il rapporto D/T inferiore alle soglie minime imposte dal regolamento. Nello specifico, 6 ore dopo la partenza il calcolo D/T deve restituire un valore pari ad almeno 0,7, a metà gara il coefficiente non deve risultare inferiore a 0,8 e dopo 18 ore di corsa deve obbligatoriamente risultare maggiore o uguale a 0,85.

 EquipaggioAuto
Team/ConcorrenteClasse Punteggio
Rudi Lins
Helmut Marko
27 Porsche 908/2 LH Martini International Racing TeamGruppo 6 (Prototipi 3000 cc)1,151
Richard Attwood
Hans Herrmann
23 Porsche 917 K Porsche Konstruktionen K.G.Gruppo 5 (Sport 5000 cc)1,132
Gérard Larrousse
Willy Kauhsen
3 Porsche 917 LH Martini International Racing TeamGruppo 5 (Sport 5000 cc)1,116
Claude Ballot-Léna
Guy Chasseuil
40 Porsche 914/6 GT Etablissement SonautoGruppi 3/4 (Gran Turismo 2000 cc)1,041
Ronnie Bucknum
Sam Posey
11 Ferrari 512 S North American Racing TeamGruppo 5 (Sport 5000 cc)1,026
Nicolas Koob
Erwin Kremer
47 Porsche 911 S Ecurie LuxembourgGruppi 3/4 (Gran Turismo 2500 cc)1,008
Hughes de Fierlant
Alistair Walker
12 Ferrari 512 S Ecurie FrancorchampsGruppo 5 (Sport 5000 cc)1,000

Record e curiosità

  • Primo successo assoluto alla 24 Ore di Le Mans per Porsche. La casa tedesca risulta ad oggi il costruttore più vincente nella storia della maratona francese con ben 19 vittorie, l’ultima delle quali conquistata nel 2017.
  • Oltre ad assicurarsi la vittoria nella classifica assoluta e a monopolizzare il podio, Porsche si aggiudica il successo in tutte le classi nelle quali almeno una vettura taglia il traguardo, ovvero Gruppo 6 (Prototipi 3000 cc), Gruppo 5 (Sport 5000 cc), Gruppi 3/4 (Gran Turismo 2500 cc) e Gruppi 3/4 (Gran Turismo 2000 cc).
    La casa di Stoccarda si assicura inoltre il primato nelle speciali graduatorie degli indici di rendimento energetico e di prestazione.
  • Prima vittoria alla 24 Ore di Le Mans per una vettura spinta da un motore 12 cilindri boxer.
  • Dopo le polemiche del 1969, sfociate nel plateale gesto di Jacky Ickx che si rifiutò di attraversare la pista correndo ma preferì raggiungere l’abitacolo della sua vettura camminando e prendendosi tutto il tempo necessario per allacciare le cinture di sicurezza, l’organizzazione decide di adottare un nuovo format per la partenza della corsa.
    Come da tradizione, le vetture vengono allineate a lisca di pesce sul rettilineo dei box ma, a differenza di quanto fatto ininterrottamente dal 1925 al 1969, il segnale di partenza viene dato con i piloti già all’interno dell’abitacolo delle loro auto. Scompare così la celebre partenza in stile Le Mans, durante la quale i piloti dovevano per prima cosa attraversare correndo il rettilineo dei box partendo dal lato delle tribune, calandosi successivamente nell’abitacolo delle loro auto e facendo in modo di prendere nel minor tempo possibile la via della pista.
  • Grazie all’iniziativa del Levi’s International Racing Team, al via con una Chevron B16, si registra la prima partecipazione alla 24 Heures du Mans di un motore rotativo. La vettura, spinta da un propulsore birotore Wankel Mazda 10A di cilindrata complessiva pari a 982 cc, si rivela più lenta rispetto alle vetture simili spinte da motori a combustione interna ad architettura tradizionale, abbandonando la corsa dopo soli 19 giri. Ciò nonostante, nell’arco di qualche anno il motore Wankel si prenderà la sua rivincita, conquistando non solo alcune vittorie di classe a cavallo tra il 1983 e il 1990, ma anche il successo assoluto al termine della 24 Ore di Le Mans 1991.
  • Tra le numerose richieste di iscrizione respinte dagli organizzatori figura anche quella inviata dalla J.W. Automotive Engineering Ltd. per iscrivere alla corsa un’ulteriore Porsche 917 sponsorizzata dalla Gulf Oil, destinata sulla carta a gareggiare con l’equipaggio composto da Steve McQueen e Jackie Stewart.
  • A partire dall’edizione del 1949, l’organizzazione affida ad un personaggio di fama internazionale il compito di dare il via alla corsa sventolando la bandiera tricolore francese. Nel 1970 tale onore spetta all’imprenditore austriaco Ferdinand Anton Ernst Porsche, meglio conosciuto tra gli Appassionati semplicemente come Ferry Porsche e figura di spicco nella storia della casa automobilistica tedesca.
  • Ripercorrendo fino ai giorni nostri la storia della 24 Ore di Le Mans, la Porsche 917K numero 23 iscritta sotto le insegne della Porsche Konstruktionen K.G. risulta tuttora la vettura vincitrice della corsa partita dalla posizione più arretrata sullo schieramento di partenza. Al termine delle due sessioni di qualifiche, l’auto ottenne infatti solamente il sedicesimo miglior tempo, realizzato dall’inglese Richard Attwood.
  • Facendo fede ad una promessa fatta alla moglie, il quarantaduenne Hans Hermann decide di ritirarsi immediatamente dopo aver finalmente vinto la 24 Ore di Le Mans. Sconfitto in maniera rocambolesca al termine dell’edizione 1969, dove la sua Porsche 908 si classificò seconda perdendo il confronto con la Ford GT40 di Jacky Ickx per appena 120 metri, il pilota tedesco chiude così la sua carriera dopo aver preso parte a ben 14 edizioni della maratona francese, tutte disputate da pilota ufficiale Porsche.
  • Grazie alla sua spettacolare livrea psichedelica, la Porsche 917 LH numero 3 del Martini International Racing Team, contraddistinta dal numero di telaio 043, si è guadagnata nel 2000 il titolo di “Le Mans Car of the Century”, assegnato in seguito ai voti ottenuti al termine di un sondaggio pubblico sottoposto dall’ACO agli Appassionati.
  • Apparso per la prima volta sui palcoscenici internazionali dell’automobismo sportivo nella primavera del 1968, il logo della Martini, azienda piemontese famosa in tutto il mondo per la produzione di esclusive bevande alcoliche, debutta nel 1970 alla 24 Heures du Mans nelle vesti di main sponsor sulle tre auto iscritte dal Martini International Racing Team. I risultati sono subito più che positivi: la Porsche 917 LH numero 3 di Gérard Larrousse e Willy Kauhsen termina infatti la gara in seconda posizione, primeggiando nella speciale classifica dell’indice di rendimento energetico, precedendo la Porsche 908/02 LH di Rudi Lins e Helmut Marko, terzi assoluti, vincitori della categoria riservata agli Sport Prototipi di cilindrata inferiore ai 3000 cc e primi nella classifica dell’indice di prestazione.
    Per la vittoria assoluta, il team capitanato da Hans-Dieter Dechent dovrà invece attendere l’edizione 1971, quando la Porsche 917K di Helmut Marko e Gijs van Lennep sbaraglierà la concorrenza assicurandosi anche il nuovo record di percorrenza chilometrica, destinato a rimanere successivamente imbattuto fino al 2010.
  • Curiosa presenza al via della 38^ edizione della 24 Heures du Mans è quella di una speciale Porsche 908/02 interamente dipinta in un’insolita livrea blu scura sui cui cofani trovano posto delle vistose telecamere protette da delle apposite carenature. L’auto, contraddistinta dal numero di telaio 022, prende parte alla corsa per conto della casa cinematografica statunitense Solar Productions Inc., con l’obbiettivo di raccogliere materiale audiovisivo utile alla realizzazione del film-documentario “Le Mans” diretto da Lee H. Katzin. Curiosamente, nonostante la vettura sia a tutti gli effetti di proprietà di Steve McQueen e fosse già stata condotta dallo stesso addirittura in occasione della 12 Ore di Sebring pochi mesi prima, il divo di Hollywood non riceve l’autorizzazione a guidarla durante la corsa. Essendo stato scelto dalla Solar Productions Inc. come protagonista per la pellicola basata sulla leggendaria maratona automobilistica francese, la casa cinematografica statunitense preferisce infatti evitare che la sua stella possa correre il rischio di rimanere vittima di incidenti.
  • Nonostante la presenza al via di ben quattro Ferrari 512 S iscritte in forma ufficiale dalla casa di Maranello, le uniche due auto del Cavallino Rampante a tagliare il traguardo sono le 512 S numero 11 del North American Racing Team e numero 12 della Ecurie Francorchamps. Come già successo in alcune occasioni nelle precedenti edizioni della 24 Ore di Le Mans, l’onore della casa italiana viene quindi salvato grazie ai risultati di qualche team privato.
  • Oltre alle onnipresenti Porsche 911, ormai da alcune stagioni regine indiscusse nelle principali classi riservate alle vetture Gran Turismo, si registra la presenza della piccola 914/6 del team francese Etablissement Sonauto diretto da Auguste Veuillet. Spinta dallo stesso motore a 6 cilindri boxer da 1991 cc della 911T, al suo debutto sul veloce circuito della Sarthe, la 914/6 riesce a stupire tutti concludendo la corsa e assicurandosi il successo nella categoria riservata alle auto dei Gruppi 3 e 4 di cilindrata inferiore ai 2000 cc.
    Curiosamente, proprio Auguste Veuillet, conosciuto anche con il soprannome “Toto”, regalò a Porsche il primo successo di classe alla 24 Heures du Mans primeggiando nel 1951 in coppia con il connazionale Edmond Mouche nella categoria riservata alle vetture di cilindrata inferiore ai 1100 cc.
  • In seguito all’indagine della FIA, che prende in considerazione come le sfavorevoli condizioni climatiche abbiano fortemente penalizzato la Chevrolet Corvette numero 2 di Henri Greder e Jean-Pierre Rouget, giunta sesta sotto la bandiera a scacchi ma non classificata per non essere riuscita a percorrere la distanza minima prevista dal regolamento per la potente coupé statunitense, viene deciso dall’ACO che all’equipaggio francese sia comunque riconosciuto il premio in denaro spettante al migliore degli equipaggi al traguardo con una vettura Gran Turismo. Alla luce di questa decisione, Chevrolet guadagna così nella classifica dell’International Cup for GT Cars del FIA World Sportscar Championship 1970 i 9 punti spettanti alla casa costruttrice meglio piazzata nella graduatoria delle classi riservate alle auto delle categorie Gran Turismo alla 38^ 24 Heures du Mans.
    Nonostante questa decisione presa dalla FIA, l’ACO decide in ogni caso di non modificare la classifica finale della corsa, mantenendo così la Corvette del Greder Racing nell’elenco delle vetture non classificate.

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