WRC 1981 – 23° Rallye Sanremo

23° Rallye Sanremo

Info gara

Durata evento : 5 Ottobre 1981 – 10 Ottobre 1981
Nazione ospitante:  Italia
Fondo : misto (asfalto+sterrato)
Numero prove speciali : 59
Lunghezza totale prove speciali : 752 km
Lunghezza totale percorso : 2794 km

Resoconto

Per la gioia degli Appassionati italiani, il Campione del Mondo in carica Walter Röhrl e il suo fido copilota Christian Geistdörfer, rimasti appiedati a inizio stagione in seguito all’improvvisa e controversa cancellazione dei programmi sportivi della Mercedes, interrompono dopo quasi un anno la loro assenza dai prestigiosi palcoscenici del Campionato del Mondo Rally in occasione del 23° Rallye Sanremo.
Come giusto che sia, sull’equipaggio tedesco, a cui gli organizzatori della corsa assegnano più che meritatamente il numero 1 nell’elenco iscritti, si concentrano parecchie attenzioni, dovute non solo all’indiscussa popolarità del pilota di Regensburg, stimato ed apprezzato dai tifosi italiani per via dei suoi trascorsi vincenti con la squadra ufficiale Fiat Abarth, ma anche per l’indubbia curiosità suscitata dalla sua bellissima Porsche 911 SC Gruppo 4 sponsorizzata dalla Eminence, nota azienda francese produttrice di biancheria intima.

Ad un primo sguardo, la coupé di Stoccarda portata in gara dal tedesco sembrerebbe infatti uscita dalla rinomata officina dei fratelli Alméras, peraltro già balzati sotto i riflettori della ribalta nel 1978 per merito del successo conquistato da Jean-Pierre Nicolas al 46° Rallye Automobile de Monte-Carlo e per la successiva vittoria firmata nel 1980 da Jean-Luc Thérier sulle strade del 24° Tour de Corse – Rallye de France. Osservando più da vicino l’auto si può invece capire grazie ad alcuni dettagli che dietro la gradita ascesa in Italia dell’equipaggio Röhrl- Geistdörfer si nasconda addirittura un impegno ufficiale del reparto corse Porsche, desideroso di testare sulle prove speciali di una delle gare più impegnative del Campionato del Mondo Rally alcune soluzioni tecniche da trasferire successivamente sulla produzione in serie.
Oltre alla vettura appositamente preparata per il Kaiser di Regensburg, il sodalizio tra la casa di Stoccarda e i fratelli Alméras vede in ogni caso coinvolto anche il sopraccitato Jean-Luc Thérier, già protagonista a inizio stagione di una tanto bella quanto sfortunata prestazione sulle prove speciali del 49° Rallye Automobile de Monte-Carlo, alla ricerca sulle strade del Rallye Sanremo, da lui già vinto sia nel 1970 che nel 1973 vestendo i panni di pilota ufficiale Alpine Renault, di un bel risultato con cui riscattare un’annata decisamente condizionata dalla malasorte.

Tralasciando i due autentici fuoriclasse della Porsche Alméras, scorrendo l’elenco iscritti del 23° Rallye Sanremo è tuttavia praticamente impossibile non aspettarsi che la battaglia per le prime posizioni sarà serrata ed avvincente.
Per tentare il colpaccio nella gara di casa e pensionare nel migliore dei modi la gloriosa 131 Abarth, alla sua ultima apparizione con i colori della squadra ufficiale della casa torinese nel Campionato del Mondo Rally, la Fiat si presenta infatti sul lungomare di Sanremo con ben quattro vetture, affidate rispettivamente a Markku Alén, Attilio Bettega, Adartico Vudafieri e Dario Cerrato; mentre in pompa magna da Ingolstadt, alla ricerca di un prestigioso risultato che ripaghi l’enorme lavoro fatto da inizio anno nello sviluppo della Quattro, affinato proprio in vista dell’appuntamento italiano del Campionato del Mondo Rally 1981 con l‘introduzione di un nuovo spoiler posteriore abbinato ad un vistoso radiatore dell’olio posizionato all’estremità del bagagliaio, il team Audi Sport decide di affiancare ai due suoi piloti titolari, Hannu Mikkola e Michèle Mouton, il giovane di belle speranze Michele Cinotto, già protagonista nel corso dell’anno di alcune incoraggianti prestazioni nel Campionato Italiano Rally.

Fiducioso di ripetere la buona prestazione messa a segno nel 1980 sulle strade della 22^ edizione del Rallye Sanremo, Guy Fréquelin, dopo aver rinunciato a prendere parte al 31° Rally of the 1000 Lakes, si presenta invece sul lungomare della Città dei Fiori con un duplice obbiettivo: difendere la sua leadership nella classifica del Campionato del Mondo Piloti, aiutando al tempo stesso la Talbot a consolidare il primato nella graduatoria riservata ai costruttori. La casa anglo-francese, che può in ogni caso contare anche sul sempre più convincente Henri Toivonen, deve tuttavia guardarsi le spalle non solo dall’arrembante Datsun, sbarcata in Italia con due Violet GT Gruppo 4 destinate rispettivamente a Tony Pond e Timo Salonen, ma anche dalla Ford, che pur non schierando nessuna vettura in forma ufficiale, può comunque contare su diversi piloti potenzialmente in grado di regalare alla casa dell’ovale blu un bel gruzzolo di punti. Tra questi, il più accreditato per inserirsi nella sfida per le vittoria assoluta è sicuramente il velocissimo alfiere del Rothmans Rally Team, Ari Vatanen, lanciatissimo all’inseguimento della vetta del Campionato del Mondo Rally Piloti dopo i due successi consecutivi conquistati al 3° Rallye do Brasil e al 31° Rally of the 1000 Lakes; mentre per la lotta per le posizioni di vertice nella graduatoria riservata alle auto di Gruppo 2, dove sulla carta le vetture da battere dovrebbero essere le due Talbot Sunbeam Lotus ufficiali, potrebbero dire la loro sia il finlandese Antero Laine, al via con una Ford Escort RS1800 MkII, sia Franco Cunico, alla ricerca di un risultato degno del suo talento con la piccola Fiesta MkI 1600S gestita da Ford Italia ma preparata nientepopodimeno che tra le mura del reparto corse di Boreham.

Per il giovane pilota vicentino, e più in generale per gli abituali protagonisti del Campionato Italiano Rally, il Rallye Sanremo rappresenta all’atto pratico una ghiotta occasione per mettersi in mostra. Oltre ai già citati Cinotto e Vudafieri, l’appuntamento italiano del Campionato del Mondo Rally 1981 annovera infatti nel suo elenco iscritti anche la presenza di Angelo Presotto, con una Ford Escort RS1800 MkII Gruppo 4 proveniente dall’officina di David Sutton, di Federico Ormezzano, con una Talbot Sunbeam Lotus Gruppo 2 gestita dalla AST Squadra Corse, di Carlo Capone, con una Fiat Ritmo 75 Gruppo 2 costruita in Abarth e seguita dalla Scuderia Grifone, ma soprattutto dei due alfieri della General Motors Italia, “Tony” Fassina e “Lucky” Battistolli, attesissimi dai loro tifosi, affiancati da Maurizio Verini, Miki Biasion e Alberto Carrotta, in gara con cinque bellissime Opel Ascona 400 sapientemente preparate da Virgilio Conrero.

Con tutte le premesse per assistere ad una corsa avvincente, la 23^ edizione del Rallye Sanremo prende quindi il via nel primo pomeriggio di lunedì 5 Ottobre con la mitica prova speciale del Colle d’Oggia, dove mettendo in mostra tutta la sua classe cristallina, il tedesco Walter Röhrl evidenzia fin da subito l’ottimo livello di competitività sull’asfalto della sua Porsche 911.
La battaglia per le prime posizioni è comunque molto serrata, a tal punto che in chiusura di giornata, dopo aver disputato quattro tratti cronometrati e percorso complessivamente poco meno di 170 km in lungo e in largo per l’entroterra ligure, i primi cinque della classifica generale si ritrovano racchiusi in appena 20 secondi, con Walter Röhrl al comando, seguito nell’ordine da Attilio Bettega, “Tony”, Dario Cerrato e “Lucky”. Jean-Luc Thérier, con la seconda Porsche gestita dai fratelli Alméras, occupa invece la sesta posizione, staccato di 47 secondi dal compagno di squadra, tenendosi alle spalle i finlandesi Ari Vatanen e Markku Alén, Adartico Vudafieri, i due piloti ufficiali Talbot Guy Fréquelin e Henri Toivonen e un comunque positivo Michele Cinotto, che con la migliore delle Audi Quattro non può momentaneamente fare altro che accontentarsi della dodicesima piazza.
Complessivamente, per la casa di Ingolstadt il prologo sull’asfalto ligure si rivela in ogni caso alquanto travagliato. Michèle Mouton viene infatti rallentata da problemi all’impianto elettrico, accumulando complessivamente un ritardo di circa un minuto e mezzo nei confronti di Röhrl, mentre ancora peggio va ad Hannu Mikkola, risucchiato nelle retrovie della classifica generale in seguito ad un guasto all’iniezione e praticamente già tagliato fuori dai giochi per il successo finale.

Lasciandosi alle spalle Sanremo, la carovana dei concorrenti si sposta così dalle tortuose strade asfaltate della Liguria agli sterrati della Toscana affrontando un lungo trasferimento di circa 350 chilometri, buona parte dei quali percorsi in autostrada, in direzione di Livorno.
Messi da parte i problemi riscontrati in avvio di gara, su un terreno decisamente più favorevole alla trazione integrale, i piloti del team Audi Sport cominciano a sferrare i loro primi attacchi nei confronti degli avversari, recuperando posizioni su posizioni nella classifica generale del rally.
Pur difendendosi egregiamente, Walter Röhrl si vede di conseguenza costretto a cedere il primato nella classifica assoluta al termine della nona prova speciale, superato dal sorprendente Michele Cinotto, che senza battere ciglio incrementa il suo vantaggio presentandosi al riordino di Volterra saldamente al comando delle operazioni con un margine di 18 secondi sul tedesco della Porsche, a sua volta braccato da vicino da Attilio Bettega e da Michèle Mouton, autrice del miglior tempo nella sesta, nella settima e nell’ottava prova speciale.
Dopo aver percorso appena una manciata di chilometri di sterrato, Jean-Luc Thérier abbandona invece prematuramente la gara tradito dal cedimento della sospensione posteriore della sua Porsche 911 SC, mentre Dario Cerrato, una volta arrivato a mettere il fiato sul collo di Walter Röhrl, impiega suo malgrado davvero poco tempo prima di rendersi protagonista di una rovinosa uscita di strada, riuscendo comunque a restare in corsa ma accumulando complessivamente quasi una decina di minuti di ritardo.
Con Cinotto saldamente al comando, il prosieguo della seconda tappa si trasforma all’atto pratico in un monologo delle Audi Quattro. Michèle Mouton, senza strafare, arpiona in scioltezza la seconda posizione, mettendosi alle spalle un comunque positivo Walter Röhrl e traendo beneficio dall’uscita di strada, con conseguente ritiro, della Fiat 131 Abarth di Attilio Bettega.
Nelle posizioni di rincalzo, prosegue senza sosta anche la rimonta di Hannu Mikkola, che vincendo le ultime quattro prove speciali della giornata, risale senza troppa difficoltà fino alla diciannovesima posizione della classifica generale, mettendo nel mirino la sempre più concreta possibilità di entrare in zona punti.
In Gruppo 2, Henri Toivonen si mantiene dal canto suo saldamente al comando delle operazioni, presentandosi al riordino di Pisa in sesta posizione assoluta e praticamente in scia ai due connazionali Markku Alén e Ari Vatanen, rispettivamente quarto e quinto, dimostrando di avere un passo decisamente più veloce del compagno di squadra Guy Fréquelin, rallentato da fastidiosi problemi al motore e momentaneamente costretto ad accontentarsi di una modesta quindicesima piazza nella classifica assoluta del rally.

Le speranze di rimonta del francese impiegano tuttavia ben poco tempo a svanire nel nulla quando ad inizio della terza tappa, a pochi chilometri dalla partenza del diciannovesimo tratto cronometrato, il quattro cilindri della sua Talbot Sunbeam Lotus esala il suo ultimo respiro. A questo punto, con Ari Vatanen potenzialmente ancora in lotta per una piazzamento in zona podio, i giochi per il Campionato del Mondo Rally Piloti 1981 sono ufficialmente riaperti.
L’uscita di scena di Fréquelin non rappresenta tuttavia l’unico colpo di scena della giornata. Dopo una lotta al cardiopalma con la compagna di squadra Michèle Mouton, vissuta con un emozionante e serrato testa a testa portato avanti tra la diciannovesima e la ventiseiesima prova speciale, Michele Cinotto cade vittima di un eccesso di foga, sbagliando il punto di frenata in una delle prime curve del ventisettesimo tratto cronometrato e parcheggiando sconsolato la sua Audi Quattro numero 29 in fonda ad una scarpata.
A questo punto, nonostante l’uscita di scena del suo più diretto avversario, la Mouton prosegue imperterrita nel mantenere un ritmo pressoché irraggiungibile per gli inseguitori, presentandosi nella suggestiva Piazza del Campo di Siena, sede di arrivo della terza tappa della gara, con un rassicurante margine di 3 minuti e 23 secondi nei confronti di Walter Röhrl.
Il tedesco, autore comunque di una dignitosissima prestazione su un terreno decisamente poco favorevole alla sua Porsche, deve in ogni caso guardarsi attentamente le spalle da Ari Vatanen, distanziato di appena un secondo e più che mai deciso a portarsi a casa punti pesanti per la classifica del campionato piloti.
Dietro al finlandese, sulla carta momentaneamente tagliati fuori dalla lotta per il podio, Henri Toivonen occupa senza troppe difficoltà la quarta posizione, precedendo la Datsun Violet GT di Tony Pond e le due Opel Ascona 400 di “Lucky” e “Tony”.
Alla luce del già citato ritiro di Attilio Bettega e del successivo abbandono di Adartico Vudafieri, costretto a sventolare bandiera bianca nel corso della ventisettesima prova speciale a causa dei danni riportati dalla sua auto in seguito ad un incidente, la meglio piazzata delle due Fiat 131 Abarth ufficiali superstiti rimane quella di Markku Alén, scivolato nel finale di tappa in ottava piazza a causa di un’uscita di strada. Dario Cerrato, in piena rimonta, chiude invece la terza giornata di gara in dodicesima posizione assoluta, inserendosi in una interessantissima bagarre che vede coinvolti, partendo dal nona e arrivando alla tredicesima piazza della classifica assoluta, anche Hannu Mikkola, Miki Biasion, Angelo Presotto e Maurizio Verini.

Con la consapevolezza che tornando sulle strade asfaltate della Liguria Walter Röhrl potrà sfruttare a dovere la sua Porsche 911 SC rimettendosi in gioco per la vittoria finale, Michèle Mouton prende il via della quarta tappa con il coltello tra i denti, decisa ad incrementare ulteriormente il suo vantaggio nei confronti del rivale sulle rimanenti prove speciali su fondo sterrato, in modo da affrontare con un margine di sicurezza il tanto temuto rientro sugli asfalti dell’entroterra ligure.
Il tedesco però, forte della sua grandissima esperienza, non ci sta, facendo letteralmente volare la sua Porsche e segnando addirittura il miglior tempo sia nel quarantesimo che nel quarantunesimo tratto cronometrato.
Sfortunatamente, la bellissima 911 SC gestita dai fratelli Alméras non riesce tuttavia a reggere per molto tempo il ritmo indiavolato tenuto dal suo equipaggio. Atterrando da un dosso preso a velocità sostenuta, la sospensione posteriore della coupé di Stoccarda cede infatti di schianto costringendo Walter Röhrl e Christian Geistdörfer alla resa.
Uscito di scena l’avversario più pericoloso, Michèle Mouton può così tirare un sospiro di sollievo e gestire il consistente vantaggio nei confronti di Ari Vatanen, la cui Ford Escort RS1800 MkII, pur essendo nel complesso un’ottima auto, di certo non potrà essere tanto veloce quanto lo sarebbe stata la Porsche di Röhrl nella tanto temuta ultima tappa su asfalto.
Ciò nonostante, in una corsa lunga e selettiva come il Rallye Sanremo, l’imprevisto è sempre dietro l’angolo e, nel corso del trasferimento tra la cinquantaduesima e la cinquantatreesima prova speciale, sull’Audi Quattro numero 14 dell’equipaggio Mouton-Pons si verifica un problema ai freni.
Per risolverlo, gli uomini del team Audi Sport decidono di intervenire tempestivamente, permettendo alla ragazza di Grasse di prendere il via del penultimo tratto cronometrato di giornata con l’impianto frenante funzionante. L’operazione costa nel complesso due minuti di penalità, ai quali si aggiunge il ritardo di un minuto e dodici secondi accumulato da Michèle nei confronti di Ari Vatanen lungo i circa dieci chilometri della prova speciale di San Giovanni, dovuto essenzialmente ad un malfunzionamento di un semiasse della sua Audi Quattro.
In chiusura di giornata, con sole sette prove speciali ancora da disputare, Michèle Mouton vede così il suo vantaggio nei confronti di Ari Vatanen ridursi a soli 34 secondi.
Alle loro spalle, la terza posizione sembrerebbe ormai messa in cassaforte da un ottimo Henri Toivonen, staccato di circa tre minuti e mezzo dalla vetta ma forte di un margine di oltre quattro minuti sul suo più diretto inseguitore, mentre la battaglia per le posizioni ai margini del podio vede coinvolti “Tony” Fassina, Markku Alén, Tony Pond e Hannu Mikkola, risalito con una rimonta eccezionale fino alla settima posizione assoluta.

Con i giochi ancora apertissimi, la quinta ed ultima tappa del 23° Rallye Sanremo si apre sulla temutissima prova speciale del Colle d’Oggia, poco meno di cinquanta chilometri di saliscendi interamente da percorrere in notturna.
Anche se il più veloce di tutti, al volante della sua Opel Ascona 400 Gruppo 4 preparata da Virgilio Conrero, si rivela “Lucky” Battistolli, le attenzioni degli Appassionati e degli addetti ai lavori sono tutte per i due protagonisti impegnati nella lotta per la vittoria. Michèle Mouton parte concentrata, decidendo di non correre eccessivi rischi per non stressare ulteriormente la meccanica della sua Audi. Ari Vatanen, mantenendo fede al suo proverbiale spirito di attaccante, sceglie invece di provare a sfruttare l’agilità della sua Ford Escort per recuperare secondi preziosi nei confronti della rivale. Inizialmente la strategia sembra ripagare, tanto che dopo una decina di chilometri il finlandese ha già rosicchiato ben otto secondi alla Mouton. Purtroppo però, un eccesso di confidenza nell’affrontare una curva si rivela fatale: la Ford del Rothmans Rally Team si scompone urtando prima un paracarro e successivamente una pietra, finendo per danneggiarsi in modo alquanto vistoso nella parte del retrotreno.
Ari Vatanen getta così alle ortiche la possibilità di giocarsi la vittoria, accumulando in un sol colpo diciotto minuti di ritardo e scivolando addirittura in nona posizione.
A questo punto, Michèle Mouton e Fabrizia Pons non possono fare altro che terminare la corsa senza prendersi rischi, involandosi verso una più che meritata vittoria destinata a rimanere per sempre impressa negli annali. Per la prima volta nella storia dell’automobilismo sportivo, un equipaggio femminile mette infatti le sue firme sul successo finale in una gara valida per il Campionato del Mondo Rally, concretizzando nel migliore dei modi una corsa vissuta costantemente ad alto livello e gestita in maniera a dir poco impeccabile.

In seconda posizione, Henri Toivonen riesce invece a portare a termine il non facile compito di guadagnare punti pesanti utili alla Talbot per allungare in maniera decisiva sulla Datsun nella classifica del Campionato del Mondo Rally Costruttori. Per la casa giapponese, che si vede costretta ad accontentarsi del dodicesimo posto conquistato da Timo Salonen, pesa come un macigno il mesto abbandono di Tony Pond, ritiratosi nel corso della penultima prova speciale a causa della rottura del motore quando la quarta piazza sembrava ormai messa in cassaforte.
Terzo assoluto e primo dei piloti italiani chiude a sua volta senza particolari problemi “Tony” Fassina, lasciandosi alle spalle quello che possiamo considerare come il vincitore morale del 23° Rallye Sanremo: Hannu Mikkola, quarto sul traguardo dopo una furibonda rimonta iniziata partendo dalla cinquantaseiesima posizione della classifica generale da lui occupata al termine della prima tappa.
Detto del terzo gradino del podio conquistato da “Tony”, gli Appassionati italiani possono comunque essere più soddisfatti anche per le prestazioni di “Lucky” Battistolli e Miki Biasion, capaci non solo di guadagnare rispettivamente il quinto e il sesto posto assoluto nella classifica finale del rally, ma anche di tenersi alle spalle gente del calibro di Ari Vatanen, risalito in settima posizione grazie anche al già citato ritiro di Tony Pond, e di Markku Alén, costretto suo malgrado ad accontentarsi di una modesta nona piazza, peraltro alle spalle del suo compagno di squadra Dario Cerrato, in parte giustificata dal tempo perso nel finale di gara per permettere ai meccanici dell’Abarth di effettuare la sostituzione del cambio sulla sua malconcia Fiat 131.

Alla resa dei conti, considerando il ritiro di Guy Fréquelin, tradito dal motore della sua Talbot Sunbeam Lotus Gruppo 2 nelle battute iniziali della terza tappa, la lotta per il Campionato del Mondo Rally Piloti 1981 si fa così ancora più incerta ed interessante. Il francese, rimasto fermo a quota 81 punti, vede infatti assottigliare ulteriormente il suo vantaggio nei confronti di Ari Vatanen, che nonostante lo scellerato finale di gara, riesce comunque a mettere in saccoccia 4 preziosissimi punti, grazie ai quali, con solamente due gare da disputarsi prima di mandare in archivio la stagione, si ritrova a sole 2 lunghezze dal suo rivale, lasciando intendere di avere tutte le intenzioni di completare con il sorpasso in vetta alla classifica quella rimonta che dopo il 3° Rally Codasur sembrava praticamente diventata impossibile.

Classifica assoluta

 PilotaCopilotaAutoTempo
Michèle Mouton Fabrizia Pons Audi Quattro8 h 05 min 50 s
Henri Toivonen Fred Gallagher Talbot Sunbeam Lotus+ 3 min 25 s
Antonio "Tony" Fassina Roberto "Rudy" Dalpozzo Opel Ascona 400+ 6 min 18 s
Hannu Mikkola Arne Hertz Audi Quattro+ 12 min 30 s
Luigi "Lucky" Battistolli Fabio Penariol Opel Ascona 400+ 14 min 01 s
Miki Biasion Tiziano Siviero Opel Ascona 400+ 15 min 54 s
Ari Vatanen David Richards Ford Escort RS1800 MkII+ 17 min 45 s
Dario Cerrato Luciano "Lucio" Guizzardi Fiat 131 Abarth+ 19 min 43 s
Markku Alén Ilkka Kivimäki Fiat 131 Abarth+ 20 min 55 s
10° Federico Ormezzano Claudio Berro Talbot Sunbeam Lotus+ 27 min 57 s

Vincitori di gruppo

GruppoPilotaCopilotaAutoPiazzamento
4 Michèle Mouton Fabrizia Pons Audi Quattro1^ Assolute
2 Henri Toivonen Fred Gallagher Talbot Sunbeam Lotus2° Assoluti
1 Alberto Bigo Giuseppe "Beppe" Ameglio Opel Ascona B i200014° Assoluti

Nota: nessun equipaggio iscritto in gruppo 3 presente al via