WRC 1981 – 29° Safari Rally

29° Safari Rally

Info gara

Durata evento : 16 Aprile 1981 – 20 Aprile 1981
Nazione ospitante:  Kenya
Fondo : sterrato
Numero controlli orari : 77
Lunghezza totale percorso : 4750 km
Tempo totale di percorrenza previsto : 55 ore e 12 minuti

Resoconto

Archiviate le prime tre gare della stagione, il Campionato del Mondo Rally 1981 si lascia momentaneamente alle spalle l’Europa per sbarcare nel continente nero, andando incontro a quella che senza alcuna esagerazione possiamo definire come una delle corse automobilistiche più ricche di fascino di tutto il pianeta.
Il Safari Rally estremizza infatti, forse più di ogni altro appuntamento del calendario iridato, l’avvincente e spesso drammatica sfida tra l’uomo e la macchina nei confronti della natura, costringendo squadre e piloti ad una preparazione specifica e mirata per affrontare le mille insidie del percorso.
Proprio per questo motivo, al via della ventinovesima edizione della gara keniota si segnala la mancanza nell’elenco iscritti di buona parte dei team protagonisti dell’avvio di campionato, rimasti nel vecchio continente per concentrare gli sforzi sul prosieguo della stagione.

Assenti le squadre ufficiali Audi, Fiat, Renault e Talbot, ai nastri di partenza di Nairobi si presentano nel ruolo di principali favorite la Peugeot, che schiera ben quattro 504 Coupé V6 Gruppo 4, affidate rispettivamente ad Alain Ambrosino, Guy Fréquelin, Timo Mäkinen e Jean-Claude Lefèbvre, e la Datsun, sbarcata in Kenya addirittura con cinque auto: due Violet GT Gruppo 4, la prima delle quali destinata al veterano Rauno Altonen mentre la seconda messa a disposizione dell’idolo locale Shekhar Mehta, già vincitore di tre edizioni (1973, 1979 e 1980) del Safari Rally, una robusta 160J Gruppo 2 per Mike Kirkland, una Silvia Gruppo 2 per Timo Salonen e una Bluebird Turbo Gruppo 2 per Johnny Hellier.

Nel ruolo di potenziali outsider, le attenzioni si concentrano invece sulla due Opel Ascona 400 di Jochi Kleint e Anders Kulläng, iscritte dalla Publimmo Racing ma comunque provenienti dal reparto corse della casa di Rüsselsheim, sulla Fiat 131 Abarth di Rob Collinge e soprattutto sulle attesissime Dodge Ramcharger, pesanti fuoristrada a quattro ruote motrici arrivate dagli Stati Uniti con l’ambizione di lottare per le posizioni di vertice.

A causa della forte pioggia abbattutasi nei giorni antecedenti la corsa, la presenza lungo il percorso di numerose pozze d’acqua non segnalate rappresenta senza dubbio uno dei maggiori pericoli per gli equipaggi. Per questo motivo, al fine di evitare che le sorti della gara vengano decise proprio da questi subdoli ostacoli, gli organizzatori decidono di chiarire fin da subito la loro posizione nei confronti dei concorrenti, specificando che valuteranno con attenzione nel corso del rally, nel caso ovviamente ce ne fosse bisogno, la possibilità di annullare i risultati dei tratti cronometrati ritenuti più critici.

Consapevoli di questa premessa, pronti ad affrontare le innumerevoli insidie dei quasi 5000 chiometri di gara, gli equipaggi prendono il via da Nairobi Giovedì 16 Aprile poco dopo mezzogiorno. Il primo colpo di scena, che potremmo anche definire al tempo stesso anche colpo di sfortuna, si materializza incredibilmente dopo appena pochi minuti, quando Sandro Munari, alla sua ottava partecipazione alla gara africana, si vede costretto ad un prematuro ritiro causato dal cedimento della trasmissione della sua Dodge Ramcharger.

Concentrandoci sui favoriti della vigilia, l’avvio di gara si rivela poco fortunato per Shekhar Mehta, rallentato da diverse forature, e per Guy Fréquelin, le cui prestazioni vengono pesantemente compromesse da alcuni problemi accusati dalle sospensioni della sua Peugeot 504 Coupé V6.
In testa alla corsa ne approfittano quindi due neofiti del Safari Rally, Anders Kulläng e Timo Salonen, che senza particolare timore mettono in mostra un passo decisamente più sostenuto rispetto agli avversari. Lo svedese chiude così al comando la prima tappa, di fatto senza compiere evidenti sbavature, mentre il finlandese della Datsun viene risucchiato dal gruppo degli inseguitori dopo aver perso parecchi minuti in seguito ad un’uscita di strada.

La seconda giornata della corsa inizia subito nel peggiore dei modi per lo squadrone Peugeot: a distanza di pochi minuti l’uno dall’altro sia Timo Mäkinen che Guy Fréquelin sono infatti costretti ad abbandonare la gara, entrambi traditi dal cedimento della frizione. A causa di un guasto all’iniezione si ritira invece Johnny Hellier.
Spostandoci nelle posizioni di vertice, i sogni di gloria di Kullang si interrompono bruscamente quando la sua Opel Ascona 400 piomba su una mandria di mucche: nell’impatto la vettura accusa danni piuttosto seri, non solo alla carrozzeria, ma anche alla meccanica ed in particolare al motore, che nel prosieguo della corsa manifesta sempre più frequentemente problemi di surriscaldamento. Lo svedese si vede di conseguenza costretto a cedere poco per volta posizioni, lasciando via libera alle quattro Datsun ufficiali ancora in gara.
Al termine della tappa, Shekhar Mehta si ritrova quindi in testa alla classifica assoluta, seguito con cinque minuti di distacco da Rauno Altonen.

A questo, per evitare di correre rischi inutili e compromettere un risultato che sarebbe storico, il team manager della Datsun Takashi Wakabayashi decide di invitare i suoi piloti a congelare le posizioni in base all’ordine d’arrivo della seconda frazione di gara.
Ciò nonostante, forse disobbedendo agli ordini di scuderia, Rauno Altonen prende il via della terza ed ultima tappa con il coltello tra i denti, sferrando fin dai primi tratti cronometrati un attacco forsennato nei confronti del suo rivale.
Per il quarantatreenne finlandese, che nelle sue precedenti 17 partecipazioni al Safari Rally non è mai riuscito a centrare la vittoria pur sfiorandola in più occasioni, la possibilità di sfatare il tabù sembra concretizzarsi nella zona del Lago Baringo, quando i concorrenti si trovano di fronte ad un fiume straripato. Il leader della corsa Shekhar Mehta, sicuro dei suoi mezzi, anziché provare ad aggirare l’ostacolo allungando il percorso, decide di guadare il corso d’acqua. La scelta si rivela tuttavia infelice e il pilota keniano accumula un ritardo di una dozzina di minuti, cedendo il comando della corsa al suo compagno di squadra.
Poco più tardi è invece Altonen a finire nei guai, rallentato dalla rottura della barra stabilizzatrice. Il finlandese perde circa mezz’ora, lasciando via libera a Mehta. La battaglia non è però ancora conclusa e Altonen non si perde d’animo, recuperando tutto lo svantaggio nel corso della notte ed appaiando in vetta alla classifica il rivale durante la mattinata dell’ultimo giorno di gara.

A questo punto, con il traguardo ormai in vista e l’atmosfera in seno al team Datsun letteralmente incandescente, l’episodio decisivo è opera della direzione gara, che dopo un’attenta valutazione decide di annullare i risultati del tratto cronometrato nei pressi del Lago Baringo dove Shekhar Mehta era rimasto intrappolato nelle acque di un fiume in piena. Il keniano, alla luce dell’annullamento dei 12 minuti di penalità accumulati in quell’occasione, si ritrova così nuovamente al comando della corsa, involandosi verso la sua terza vittoria consecutiva nella massacrante gara africana.

Rauno Altonen, in totale disaccordo con la decisione presa dagli organizzatori, non ci sta e, ribellandosi alle indicazioni del suo direttore sportivo, decide di presentare ricorso. Questa però è un’altra storia, che ci auguriamo in ogni caso di poter raccontare in futuro sui canali di Sports Car Legends, insieme naturalmente anche a tanti episodi controversi che negli anni hanno animato alcuni memorabili capitoli di storia dell’automobilismo sportivo.

Tornando all’esito del 29° Marlboro Safari Rally, la classifica finale mette in mostra un netto dominio della Datsun, che monopolizza le prime quattro posizioni della graduatoria assoluta con Shekhar Mehta, Rauno Altonen e Mike Kirkland in zona podio e Timo Salonen quarto assoluto alla sua prima partecipazione nella insidiosa corsa keniota.
La casa giapponese conquista al tempo stesso anche il successo nel Gruppo 2, con la robusta 160J di Mike Kirkland, e in Gruppo 1, dove la 1800 SSS di Azar Anwar, diciannovesima assoluta, risulta l’unica vettura del primo raggruppamento a tagliare il traguardo.

Per gli avversari, la trasferta africana si conclude invece in modo deludente: le attesissime Dodge Ramcharger non vanno infatti oltre alla nona e alla decima posizione nella classifica generale, mentre delle quattro Peugeot 504 Coupé V6 partite da Nairobi, solamente la vettura guidata da Jean-Claude Lefèbvre riesce a concludere la corsa, terminando in sesta posizione. Per quella che fino a pochi anni prima era stata una delle grandi regine del continente nero si chiude così una comunque brillante carriera sportiva: la Casa del Leone avrà comunque modo di ambire a traguardi ancora più importanti nel giro di qualche anno.

Per la Opel e la Pubblimo Racing, la trasferta in Kenya si chiude invece con un bilancio piuttosto difficile da decifrare. Jochi Kleint, grazie ad un comunque positivo quinto posto, raggiunge il compagno di squadra Anders Kulläng a quota 20 punti nella graduatoria del Campionato del Mondo Rally Piloti, portandosi così a sole quattro lunghezze dal leader Markku Alèn.
Pur avendo mantenuto a lungo tempo il comando delle operazioni, Kulläng rientra invece in Europa a bocca asciutta e portandosi dietro il dubbio che il 29° Safari Rally sia stata la sua ultima uscita sotto le insegne della Pubblimmo Racing. Per il team monegasco il budget sembrerebbe ormai agli sgoccioli e le possibilità di proseguire la stagione sarebbero ridotte al lumicino.
Comunque sia, la casa tedesca, beneficiando dell’assenza sulle strade africane di buona parte dei team avversari, lascia Nairobi in vetta della classifica iridata riservata ai costruttori, salendo in prima posizione con 38 punti, superando la Talbot di 4 lunghezze e con la Datsun al terzo posto a quota 31 punti.
Il campionato si fa così ancora più incerto ed interessante e, in vista del 25° Tour de Corse – Rallye de France, non è da escludere che possano esserci ulteriori sorprese.

Classifica assoluta

 PilotaCopilotaAutoTempo
Shekhar Mehta Mike Doughty Datsun Violet GT3 h 39 min
Rauno Altonen Lofty Drews Datsun Violet GT+5 min
Mike Kirkland Dave Haworth Datsun 160J+ 1 h 12 min
Timo Salonen Seppo Harjanne Datsun Silvia+ 3 h 49 min
Jochi Kleint Gunter Wanger Opel Ascona 400+ 4 h 27 min
Jean-Claude Lefèbvre Christian Delferier Peugeot 504 Coupé V6+ 5 h 33 min
Yoshio Iwashita Yoshimasa Nakahara Datsun Silvia+ 6 h 32 min
Jayant Shah Rishad Ramir Datsun 160J+ 6 h 51 min
Malcolm Smith David Doig Dodge Ramcharger+ 9 h 39 min
10° Rodney Hall Chris Bates Dodge Ramcharger+ 10 h 37 min

Vincitori di gruppo

GruppoPilotaCopilotaAutoPiazzamento
4 Shekhar Mehta Mike Doughty Datsun Violet GT1° Assoluti
2 Mike Kirkland Dave Haworth Datsun 160J3° Assoluti
1 Azar Anwar Hassan Sidi Datsun 1800 SSS19° Assoluti

Nota: nessun equipaggio iscritto in gruppo 3 presente al via